Vertenze gelesi. Il sindaco incontra il segretario nazionale della Cgil

Vertenze gelesi. Il sindaco incontra il segretario nazionale della Cgil

“Puntare i riflettori nazionali sulla vertenza occupazionale a Gela, ci consentirà di tenere alta la guardia sia per il diretto Eni che per l’indotto”. Lo ha detto il sindaco di Gela Domenico Messinese incontrando il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Il colloquio, al quale ha preso parte anche l’assessore all’Ambiente e Sviluppo Economico Simone Siciliano, si è tenuto al Lingotto di Torino dove è in corso la 32esima Assemblea Nazionale dell’Anci.
“Abbiamo esposto a Camusso il dramma sociale che sta investendo la nostra città e che si aggraverà alla scadenza degli ammortizzatori sociali – ha spiegato il vice sindaco di Gela -. La nostra preoccupazione è diventata anche la sua preoccupazione quando le abbiamo illustrato la situazione dell’immensa platea di lavoratori che a breve potrebbe andare incontro ad un’eutanasia occupazionale, in assenza di forti prese di posizione, a livello nazionale, di sindacati e politica con forte potere esecutivo”.
I due amministratori comunali di Gela, nel corso della stessa manifestazione, hanno investito della questione anche il ministro alla Infrastrutture Graziano Del Rio ed il presidente dell’Anci e sindaco di Torino Piero Fassino. La discussione sui temi della riqualificazione e della reindustrializzazione è stata proficua, poiché hanno già riguardato anche il capoluogo piemontese nel dopo-Fiat. “Dimostrazione questa – ha continuato Siciliano – che il cambiamento, se governato, si può trasformare in opportunità di crescita”.
“L’appuntamento dell’Anci si sta rivelando un momento di grande confronto politico – ha affermato il sindaco di Gela Messinese – al quale ci siamo aperti senza preconcetti ideologici, consapevoli che le questioni socio-economiche di Gela non possono rimanere confinate tra le mura urbane. Questa amministrazione dialoga con tutti indistintamente: le parti sociali, le forze industriali, le istituzioni tutte e a tutti i livelli, affinché il problema Gela non venga venduto come già risolto quando ancora non lo è, con il rischio – ha concluso il primo cittadino – di far ricadere sull’attuale classe di amministratori locali l’onere di condurre politiche di competenza nazionale”.