"Terapia intensiva neonatale serve anche a Caltanissetta"

"Terapia intensiva neonatale serve anche a Caltanissetta"

Prendendo spunto dagli ultimi fatti di cronaca, a livello regionale e non, il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, interviene sulla necessità di un Unità di terapia intensiva neonatale anche a Caltanissetta. In un’intervista rilasciata al telegiornale di Tcs: "Bisogna ricordare che qualche anno addietro era stata prevista l’istituzione di una Utin presso il nostro ospedale e che poi, per motivi di bassissima politica, la nostra città è stata depredata di tale importante Unità Operativa che avrebbe rappresentato un naturale completamento di un ospedale già di terzo livello per l’Emergenza e sede di elisoccorso, privando l’intera provincia di un servizio così importante. Bisogna che la politica, questa volta, si assuma in pieno la responsabilità. Nella sanità, che si occupa della salute e della vita dei cittadini, non si possono giocare partite politiche, ma la meritocrazia deve garantire che i posti di responsabilità vengano coperti da professionisti competenti e preparati. Bisogna attivare subito l’organizzazione del trasporto dei bimbi in utero (STAM) o dei neonati prematuri (STEM) che tanti problemi avrebbero risolto sia per gli utenti, sia per il personale Sanitario, soprattutto negli Ospedali periferici lontani dai centri provvisti di Utin, che in queste drammatiche occasioni devono confrontarsi con la disorganizzazione e la mancanza di mezzi e strutture per provvedere a questi trasferimenti. Basti pensare che per trasferire un bimbo in utero con possibilità di parto, sono necessarie due ambulanze, una per la barella con la donna gravida, una per la culletta termica che occupa molto spazio e poi il personale Medico costituito da un ginecologo, un pediatra e un rianimatore oltre ad un autista e un infermiere per ambulanza. Da questo si capisce la difficoltà organizzativa e i tempi necessari per trovare le ambulanze libere ed il personale medico necessario. Facciamo in modo che la morte della piccola Nicole possa servire a migliorare l’organizzazione sanitaria, evitando soluzioni spesso irrazionali, necessarie per, non più sopportabili, equilibri politici".  .

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