Tendopoli a Pian del Lago, pakistano: “Pagato dieci mila euro per venire, tutto business"

[embed_video id=26966]L’impianto sportivo Pian del Lago2, continua ad essere occupato da extracomunitari che hanno allestito una tendopoli alle spalle del Pala Cannizzaro e nel “Michelangelo Cannavò”. Il Comune di recente ha speso circa 50.000€ per ripristinare quei luoghi. Con l’approssimarsi dell’inverno, le strutture sportive attigue al C.A.R.A. verranno prese d’assalto da chi disperatamente cerca un riparo per la notte, ed il degrado purtroppo aumenterà. Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo oltre alle tende quello che salta all’occhio, purtroppo sono i resti del cibo che viene dato agli stranieri al centro. Ma non sono solo piatti vuoti è brutto vedere pranzi interi ancora con il cellophane gettati per terra, ma non hanno fame? Non sono di loro gradimento? Non vogliamo però generalizzare perché tra loro c’è chi condanna questi gesti. Come ad esempio un pakistano che abbiamo intervistato che dice:” Gli italiani sono buoni, ci danno da mangiare e da dormire e noi sbagliamo a sporcare e a buttare il cibo, non è giusto”. Il pakistano ha inoltre raccontato di essere scappato a causa dei talebani che hanno ucciso la sua famiglia e di aver pagato dieci mila euro per giungere in Italia, attraverso Tir e camion. Un viaggio durato sei mesi. Ma perché questi accampamenti? Diamo sempre la colpa agli extracomunitari ma è la legge che non funziona. Alcuni sono accampati perché non c’è posto al centro. Il complesso può ospitare, attualmente, 360 persone nel CDA e 96 nel CARA. Il CIE, adesso chiuso, poteva invece ospitare 96 persone. Altro problema tra i richiedenti asilo: c’è chi ha permesso il di soggiorno con validità trimestrale che non consente al possessore di svolgere attività lavorativa con regolare contratto; chi ce l’ha invece semestrale, potrebbe svolgere attività lavorativa ma il lavoro dov’è? E poi c’è il permesso di soggiorno per Dublino che si occupa degli stranieri che sono stati fotosegnalati in più di uno stato dell’Unione, e dovrebbe mirare a determinare con rapidità lo Stato membro competente per una domanda di asilo. Nella realtà, questo si traduce in tempi d’attesa lunghissimi e molto spesso nella permanenza del titolare, anche se privo di reddito e alloggio , nel territorio di Caltanissetta, in balia di rinvii e rinnovi. Il trattenimento all’ interno del CARA dovrebbe durare al massimo 35 giorni. In realtà dura circa 4 mesi. E nemmeno questi bastano a definire tutta la pratica relativa alla richiesta di protezione internazionale. Succede quindi, molto spesso, che lo straniero in questione decida di non allontanarsi da Caltanissetta, in modo da essere reperibile quando la Commissione lo convocherà o comunque fino alla definizione della sua pratica. Il permesso di soggiorno viene emesso dalla Questura. Se lo straniero, con un permesso di soggiorno rilasciato, ad esempio, dalla Questura di Caltanissetta, si trasferisce in altra città italiana, alla scadenza del permesso se non ha un contratto d’affitto e di lavoro dovrà tornare a Caltanissetta ogni volta che il permesso di soggiorno sarà da rinnovare.