Sportello immigrati Caltanissetta: "Tempi troppo lunghi per i permessi di soggiorno"

Sportello immigrati Caltanissetta: "Tempi troppo lunghi per i permessi di soggiorno"

Lo Sportello Immigrati di Via Re d’Italia 14  Caltanissetta scrive: “Nel corso degli anni, la struttura di Pian del lLago, con tutte le sue ramificazioni, si è distinta,
agli occhi più distratti, per l’”eccellenza dei servizi offerti”. Chi non ricorda “l’hotel a cinque stelle”, espressione coniata dall’onorevole Misuraca per definire il centro pian del lago? O, ancora, la “prigione fiorata” (sic) dell’altrettanto onorevole Azzurra Cancelleri? I nostri occhi, un po’ più abituati alla penombra, hanno sempre osservato, e denunciato, le condizioni di permanenza degli stranieri costretti all’interno di quella struttura, e le condizioni di permanenza degli stranieri comunque costretti, da quella struttura, (considerata anche l’inspiegabile decisione di dislocare l’ufficio immigrazione della
questura all’interno del centro) a rimanere nel territorio nisseno per 2-3 mesi. Si, perché
fino pochi mesi fa tanto era il tempo necessario al rinnovo di un permesso di soggiorno. Tempo in cui la vita dello straniero veniva sospesa perché, se titolare di un contratto di affitto in scadenza, non poteva rinnovarlo, men che meno poteva rinnovare, né sottoscrivere, un contratto di lavoro, o iscriversi al servizio sanitario nazionale e avere accesso alle cure mediche. Ma le risposte che ci sono sempre giunte dall’ufficio immigrazione minimizzavano i tempi, confrontandoli con quelli di altre questure d’Italia in cui le attese per il rinnovo di un permesso di soggiorno si aggiravano attorno ai 12 mesi. Sfortunatamente,  oggi i tempi della questura di Caltanissetta si sono perfettamente allineati con il resto d’Italia e uno straniero che deve rinnovare il  permesso di soggiorno e si reca a pian del lago  si vede consegnare un appuntamento (un pezzo di carta con un numero e una data, che non ha alcun valore) per undici mesi e mezzo dopo. Undici mesi e mezzo nei quali lo straniero non potrà lavorare, curarsi, affittare una casa.  Appare evidente come questa prassi, oltre a non rispettare i termini di legge, costringa centinaia di
persone in un limbo burocratico ingiustificabile, privandole della possibilità di esercitare
diritti fondamentali. Non vorremmo che la questione appena sollevata venisse liquidata dicendoci che la causa è la maggiore affluenza di stranieri nel nostro paese. Parlare di massimi sistemi fuori dal
nostro controllo è un’ottima strategia per sottrarsi a risposte concrete. Se così fosse, se il problema fosse solo di numeri, come mai negli anni i giorni di apertura al pubblico per rilasci e rinnovi non sono aumentati per adeguarsi al flusso di richieste?”