Snalv Confsal, stabilizzazione dei precari negli Enti Locali

Risulta ancora una volta necessario, per lo SNALV Confsal, intervenire nella vicenda che riguarda la
stabilizzazione dei precari negli Enti Locali. il Segretario Provinciale Enti Locali, Michele Ferro, si rivolge
nuovamente alle Amministrazioni che sono chiamate ad applicare il c.d. Decreto Madia, considerato che, a
seguito di alcuni incontri, è emersa la volontà degli stessi di applicare il Decreto in maniera, per così dire,
impropria. Alcuni di loro si sono convinti, infatti, che non sia necessario stare a sentire i sindacati, quindi
l’individuazione della platea dei lavoratori viene fatta autonomamente dagli stessi funzionari comunali,
disattendendo le indicazioni della Circ. 3/2017 ma, fatto ancor più grave, mentre alcuni addirittura
dichiarano che i loro lavoratori appartengono alla fattispecie contemplata dal co. 2 dell’ormai arcinoto art.
20 del D.lgs. 75/2017, quando è risaputo che i lavoratori di cui si tratta sono stati assunti negli Enti in virtù
di normative di legge e, del resto, trattandosi di enti pubblici, non poteva essere diversamente; altri Enti,
invece, pur dichiarando correttamente che le stesse categorie di lavoratori di cui sopra appartengono alla
fattispecie regolata dal 1° comma, art. 20 del D.lgs. 75/2017, sembrano, in contrasto con le direttive della
norma, volere intraprendere la via del pubblico concorso. Ora, continua Ferro, vorrei fare notare che la
stragrande maggioranza di questi lavoratori sono stati valutati attraverso una selezione pubblica per titoli
condotta dagli Uffici di Collocamento; successivamente sono stati assunti nei vari Enti Locali con contratti
quinquennali di diritto privato ed, in seguito, rinnovati per un altro quinquennio, ai sensi delle Leggi
Regionali 85/95 e 21/2003; contratti, questi, ancora rinnovati di anno in anno sino ad arrivare ai giorni
nostri, (pratica, questa, più volte sanzionata dalla Corte di Giustizia Europea). Pertanto, a mio modesto
avviso, questa categoria ha tutte le caratteristiche per essere ricompresa nel comma 1, art. 20 del
D.lgs.75/2017. Quanto detto, comporta che la via da seguire non è certamente quella di procedere
attraverso pubblici concorsi, che comportano per gli Enti una ingente spesa ingiustificata ma, quella della
trasformazione sic et simpliciter dei contratti, da tempo determinato a tempo indeterminato, evitando in
tale modo possibili richiami da parte del Giudice Contabile. – la Circ. 3/2017, al punto 3.2.1. “ambito di
applicazione” sancisce che “ l’art. 20, comma 1 D.lgs 75/2017 consente l’assunzione a tempo indeterminato
del personale non dirigenziale con contratto di lavoro a tempo determinato che possegga tutti i seguenti
requisiti:……………….”; al punto 2 chiarisce che “l’art. 20, comma 2, D.lgs 75/2017, consente alle
amministrazioni di bandire procedure concorsuali riservate ………..”. E’ ovvia la differenza di trattamento tra
gli appartenenti al 1° comma da quelli appartenenti al 2° comma; infatti la stessa Circ. 3/2017 al punto 3.2.2
“adempimenti preliminari e piano triennale delle assunzioni” si esprime in tale senso: “…. In presenza di soli
soggetti in possesso dei requisiti previsti dal comma 1 dell’art. 20, …….., sarebbe opportuno che le stesse
(Amministrazioni) ricorressero alle modalità di cui al comma 1 dell’art. 20”: assunzione a tempo
indeterminato attraverso trasformazione del contratto esistente. A fronte, invece, di situazioni più
variegate o di disponibilità finanziarie limitate, le amministrazioni valuteranno le procedure più efficaci e
funzionali alle loro esigenze e alle finalità della norma……..”: selezione pubblica – ritenendo di essere stato
abbastanza chiaro circa le modalità di assunzione dei precari, mi auguro, conclude Ferro, che le
Amministrazioni vogliano prendere contatti con i sindacati di categoria e sviluppare, insieme a loro, un
discorso che possa portare ad una soluzione condivisa della problematica, in tempi molto celeri, secondo lo
spirito che anima la legge, dando un segnale di fattiva volontà e di concretezza, nella considerazione che i
lavoratori sono in attesa da più di venti anni che si arrivi ad una soluzione che li veda parte integrante,
anche da un punto di vista contrattuale, oltre che lavorativo, delle Amministrazioni presso le quali prestano
servizio; le condizioni normative sono al momento favorevoli spero che le Amministrazioni sappiano
coglierle riempiendo così i vuoti dei propri organici, determinatisi a causa del blocco delle assunzioni.