Sant’Elia, primario ginecologia: “Fin’ora sono entrati in sala parto tutti i papà che hanno fatto il tampone”

Sant’Elia, primario ginecologia: “Fin’ora sono entrati in sala parto tutti i papà che hanno fatto il tampone”

di Rita Cinardi – Papà in sala parto al momento della nascita del bimbo. All’ospedale Sant’Elia si può. Ma dopo le lamentele di alcune mamme il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia Calogero Salvaggio ha tenuto a fare chiarezza. “Fermo restando che ci fa enorme piacere che i papà entrino in sala parto – dice il primario – tengo a sottolineare che fino ad ora è stato osservato quanto annunciato. Sono entrati in sala parto tutti i papà che hanno fatto il tampone, non sono entrati quelli che non lo hanno fatto. Questo a tutela di coloro che si trovano all’interno del reparto, dal personale agli altri degenti. Quanto alle modalità per accedere alla sala parto, la paziente gravida, che si presenterà in reparto alla 39° settimana, oltre agli esami previsti, farà il tampone per il covid-19. Il futuro papà, che ha piacere di assistere al parto, dovrà presentarsi insieme alla futura mamma e fare il tampone nella cosiddetta camera calda, all’interno dell’ex pronto soccorso al piano terra dell’ospedale Sant’Elia, previa richiesta del dirigente medico del reparto di ginecologia e ostetricia. La partoriente, al momento del ricovero farà nuovamente il tampone. Inoltre è istituita presso la divisione di Ostetricia una stanza con due posti letto che funge da area grigia dove sarà accolta la paziente in travaglio, che non ha avuto il tempo di fare il tampone (perché partorisce in un periodo non previsto) e il futuro papà. Per quanto riguarda le pazienti sottoposte a intervento chirurgico le assistenti donne (nonne dei bimbi appena nati o parenti delle pazienti) possono stare in reparto per due giorni, previo tampone, che sarà fatto con le stesse modalità dei papà. Ricordo che questi ultimi, entrando in sala parto, saranno muniti dei dispositivi di protezione”.