San Cataldo rischia la zona rossa. Claudio Lipari:” Per ridurre il contagio e non danneggiare i lavoratori facciamoci un esame di coscienza e siamo più responsabili”

San Cataldo rischia la zona rossa. Claudio Lipari:” Per ridurre il contagio e non danneggiare i lavoratori facciamoci un esame di coscienza e siamo più responsabili”

Claudio Lipari di San Cataldo scrive: “Secondo l’indice di contagio di San Cataldo a breve dovremmo passare alla zona rossa. Questo significa che i commercianti prenderanno un ulteriore mazzata che si ripercuoterà nella maggior parte dei settori lavorativi. Io penso che per ridurre i contagi non bisogna colpire i lavoratori ma investire a livello nazionale sui controlli dei cittadini che non rispettano le regole e mi riferisco a tutti gli assembramenti a cui siamo abituati a vedere a San Cataldo. Comprendo la disperazione dei genitori che vedono i loro figli tristi a causa della mancata socializzazione con i loro coetanei, comprendo gli anziani che non vogliono stare in casa e preferiscono passeggiare in città… comprendo tutto e mi auguro che nessuno tolga la libertà a nessuno ma, dopo un anno purtroppo ci stiamo comportando come se nulla fosse, si esce in gruppo, ci si ammassa nei supermercati, uffici, banche dimenticando di mantenere la distanza o la mascherina non indossata correttamente.

Abbiamo avuto la possibilità di avere più libertà rispetto ad altri comuni e penso proprio che a breve ce la toglieranno grazie a chi continua a sottovalutare il problema.

Diversi giorni fa avevo scritto un post dicendo di non cullarci se siamo in zona arancione mentre Caltanissetta è in zona rossa, a livello geografico siamo quasi la stessa città perché molti di noi lavorano a Caltanissetta e diversi negozi li condividiamo. Come previsto, purtroppo, i contagi sono in netto aumento anche a San Cataldo. Adesso possiamo fare solo due cose: scrivere tramite commento sui social che vediamo assembramenti dovunque puntando il dito contro qualcuno oppure stare in silenzio, farci un esame di coscienza e cercare di essere tutti più responsabili delle nostre azioni.

Essere più responsabili non significa evitare di trasgredire obbligatoriamente le regole ma semplicemente prestare più attenzione nelle normali azioni quotidiane, come disinfettarsi spesso le mani, fare attenzione a non toccarsi gli occhi con le mani sporche, mantenere le distanze e prendere tutte le precauzioni che possano proteggerci dal virus. Mi sto dilungando  semplicemente perché continuo a sperare che questo incubo finisca, che gli anziani possano riabbracciare i propri cari, che i bambini e ragazzi tornino a giocare fuori e che tutti noi riprendiamo in mano la nostra vita.”