San Cataldo: la commissione straordinaria provvederà alla demolizione del palazzo di Viale dei Platani nr.60

San Cataldo: la commissione straordinaria provvederà alla demolizione del palazzo di Viale dei Platani nr.60

La Commissione straordinaria, del comune di San Cataldo, in merito alla vicenda dello stabile di Viale dei Platani, chiarisce che la demolizione dello stesso consegue a un preciso ordine dell’autorità giudiziaria, impartito con sentenza passata in giudicato e quindi inoppugnabile (TAR Palermo nr. 01102/2020 del 27 maggio 2020). Non rientra in alcun modo nei poteri della Commissione evitare la demolizione. Ove non si provvedesse, peraltro così commettendo un grave reato, sarebbe nominato un commissario ad acta che provvederebbe alla demolizione. La Commissione straordinaria ha provato in ogni in modo a evitare la demolizione e perciò ha adottato una delibera che prevedeva il mantenimento dell’immobile, che da anni è di proprietà comunale in quanto dichiarato abusivo: ma tale delibera è stata appunto annullata dalla sopra menzionata sentenza del Giudice amministrativo. Ogni tentativo di conciliazione fra le parti,la cui lite è all’origine di tutta la vicenda, è stato inutile. La Commissione straordinaria ha posto i Servizi Sociali del Comune a disposizione degli occupanti, che ne facciano richiesta, per ogni necessaria assistenza.

Si oppongono alla demolizione gli ex proprietari che hanno avuto sequestrato il loro palazzo per un presunto errore commesso dalla società costruttrice e chiedono una moratoria in attesa della definizione dei procedimenti giudiziari in corso avanti al Tribunale di Caltanissetta.

Nel 1991 la soc. Meridionaledilizia, ottenuto dal Comune di San Cataldo il certificato di conformità edilizia vendeva con regolare atto pubblico tutti i 10 appartamenti ed i 4 locali commerciali  dello stabile realizzato al n. 63/bis del Viale dei Platani. Poco dopo la sig.ra Lazzara Concetta chiedeva al Comune di verificare la distanza del fabbricato dal suo confine, in quanto, a suo dire non rispettava la distanza di 5 metri dal suo fondo. Il Comune dava incarico ad un tecnico esterno di misurare la distanza secondo i dati catastali mancando sul posto confini evidenti. Alla fine, nonostante il tecnico avesse relazionato che lo stabile si trovava a circa tre metri dal confine catastale diverso rispetto a quello reale, il Comune procedeva all’ordinanza di demolizione e, successivamente all’acquisizione gratuita al patrimonio comunale. Da allora, dopo una serie di giudizi civili ed amministrativi, che hanno valutato la distanza dal confine soltanto sui dati catastali, i quattro ex proprietari Arcadipane Vincenza, Lazzara Carmela, Tumminelli Giuseppe e Rizzo Rosaria, hanno ricevuto l’ordine di rilascio intimato dal  Comune con l’avvertenza che in mancanza avrebbe proceduto con la forza pubblica. Hanno pertanto intrapreso due distinti giudizi innanzi il Tribunale di Caltanissetta, il primo affermando l’esistenza di un contratto di affitto col Comune, per il quale pagano un regolare canone e chiedono una moratoria sino al prossimo mese di giugno, tenuto conto della sospensione degli sfratti dettato dal decreto Milleproroghe. La sig.ra Lazzara Carmela, sorella della Lazzara Concetta che vuole a tutti i costi la demolizione dello stabile, ha introdotto avanti al Tribunale di Caltanissetta, assistita dall’Avv. Antonio Messina come per l’altro procedimento, il giudizio per l’accertamento dei confini reali tra i fondi, sicura, come sostenuto da numerosi tecnici, che l’immobile è posto a distanza regolamentare. Pertanto, sostiene, qualora venisse demolito l’immobile in cui abita stabilmente, non soltanto il Comune, già in dissesto finanziario, incorrerebbe ad una spesa a carico dei contribuenti di oltre 140.000 Euro,  essendo la soc. costruttrice priva di fondi, ma verrebbero sottratti alla cittadinanza alloggi e locali da destinare alla pubblica utilità. Il tutto nonsussistendo alcuna urgente necessità di buttare sulla strada le 4 famiglie che vi abitano, con minori e persone gravemente malate, considerato che l’immobile è in regola con le norme sanitarie e la vicina  non ha mai presentato nessun progetto per edificare sul suo fondo. Per questi motivi hanno chiesto un incontro con gli attuali Commissari Straordinari per trovare una soluzione alla scottante situazione tenuto conto che difficilmente gli attuali  occupanti lasceranno i rispettivi alloggi.

Il procedimento per l’accertamento dei confini   (n. 712/19 R.g. Trib.) è in corso la CTU ed il procedimento è rinviato al 10/3 (giudice  Alessandra Frasca). Per il secondo,  il Giudice  Alex Costanza si è riservato di decidere sulla questione giurisdizionale.