San Cataldo: il calvario di una 91enne a causa della malasanità al Sant’Elia e in provincia di Caltanissetta

San Cataldo: il calvario di una 91enne a causa della malasanità al Sant’Elia e in provincia di Caltanissetta

Una grave segnalazione sui disservizi della sanità provinciale di Caltanissetta arriva da San Cataldo: “ Sono Michele Lauricella la  nostra sanità Provinciale ha dei muri insormontabili. Da qualche settimana mia Zia Pirrello Michelina di anni 91, residente in Corso Sicilia, 99 a San Cataldo ha avuto un peggioramento delle condizioni generali di salute, e chiamando a pagamento uno specialista ha riscontrato una severa ipossiemia con saturazione al di sotto del 90%. La stessa è portatrice di 4 by-pass ed un defibrillatore nonchè ha subito diversi episodi di TIA che hanno lasciato il segno sulle capacità cognitive ed è totalmente inabile non muovendosi ha perso il tono muscolare e quindi passa la giornata su una poltrona  oppure a letto. Dopo detta visita ed essendo evidente anche dal referto del medico che ha bisogno dell’ossigeno terapia, mi sono rivolto, con prescrizione del medico curante, al Poliambulatorio dell’Ospedale Sant’Elia, dove dopo 4 ore di attesa mi è stato detto che dovevo prenotare una visita pneumologica domiciliare. questa mattina ho telefonato al CUP di Caltanissetta che dopo una lunga attesa mi ha detto che per la prenotazione della visita domiciliare per San Cataldo mi dovevo rivolgere direttamente al CUP dell’Ospedale di San Cataldo, cosa che ho fatto ma inutilmente perchè a quanto pare le visite pneumologiche si fanno solo nell’ambulatorio di Via Belvedere a San Cataldo. Mia Zia con tutte le problematiche di salute nonchè  ha anche l’ausilio del pannolone, non può essere spostata e pertanto stante lo stato attuale può letteralmente morire con il beneplacido della nostra sanità provinciale. La Zia ha solo una indennità di accompagnamento e quindi un reddito insufficiente. Mi preme, con l’occasione, segnalare anche che nel mese di giugno 2020 si è reso necessario il controllo della carica del defibrillatore ma all’ospedale Sant’Elia, dove mi sono rivolto, mi è stato detto che non era possibile effettuare il controllo a domicilio perchè lo strumento di misurazione portatile in dotazione al reparto di Cardiologia non poteva lasciare l’ambito ospedaliero e pertanto mi sono visto costretto a fare intervenire uno specialista cardiologo privato che ha provveduto alla misurazione. Per finire mi chiedo se è possiblie che un ammalato che non può essere spostato può solo rivolgersi al sacerdote per avere il conforto sacramentale e non può avere l’aiuto del servizio sanitario che gli spetta.”