San Cataldo, fervono i preparativi per la festa di Sant'Antonio Abate

San Cataldo, fervono i preparativi per la festa di Sant'Antonio Abate

SAN CATALDO. Festa solenne quest’anno per Sant’Antonio Abate, patrono dello storico quartiere sancataldese. Un programma ricco di appuntamenti che prenderà il via mercoledì 14 gennaio con il triduo predicato da diversi sacerdoti: don Ivan Graci, don Vincenzo Giovino e don Maurizio Vullo. Ogni giorno infatti, alle ore 16.30 si svolgerà la preghiera del Santo Rosario e la coroncina di lode a Sant’Antonio Abate, mentre alle ore 17 la santa messa. Le celebrazioni liturgiche saranno curate dalle corali della Chiesa Madre e della vicina Parrocchia Cristo Re. Il triduo prevede ogni sera tre appuntamenti extra alla Celebrazione Eucaristica: mercoledì 14 gennaio, una conferenza sul culto di Sant’Antonio Abate a San Cataldo, a cura del prof. Luigi Bontà, storico sancataldese; giovedì 15 gennaio, l’adorazione eucaristica; venerdì 16 gennaio, un concerto in onore di S. Antonio Abate a cura dell’Associazione Sinfonie “Joy’s Chorus” diretta dal giovane sancataldese Raimondo Capizzi. Sabato 17 gennaio, giorno della festa, già dalle ore 8.00 la chiesa sarà aperta ai fedeli per la preghiera personale, mentre dalle ore 9.00, gli alunni dell’Istituto “A. Manzoni – F. Juvara” di San Cataldo, realizzeranno dei quadri pittorici su Sant’Antonio Abate. A mezzogiorno, XXI colpi di cannone e il suono festoso delle campane saluteranno il giorno della nascita al cielo di Sant’Antonio Abate. Nel pomeriggio, già dalle 16.45, i medici volontari dell’Associazione A.C.R.I.S. saranno a disposizione di quanti lo vorranno per la valutazione gratuita della pressione arteriosa. Alle ore 17.00 l’Arciprete don Biagio Biancheri presiederà la solenne Concelebrazione Eucaristica a cui farà seguito la benedizione del “fuoco di S. Antonio”, degli animali e dei mezzi agricoli sul piazzale della chiesa che prenderà il nome di Sant’Antonio Abate, infatti, la commissione toponomastica del Comune di San Cataldo, ha approvato all’unanimità l’intitolazione della piazzetta davanti la chiesa di Sant’Antonio proprio a Sant’Antonio Abate e si aspetta la data della cerimonia.<br />Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell’Egitto, intorno al 250, a vent’anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l’Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant’Atanasio, che contribuì a farne conoscere l’esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Conciliio di Nicea. Nell’iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore..

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