San Cataldo, emesso francobollo dedicato ai Sanpaoloni

San Cataldo, emesso francobollo dedicato ai Sanpaoloni

Poste Italiane comunica che oggi 5 giugno 2020 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le Festività” dedicato ai Sanpaoloni di San Cataldo, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€. Tiratura: cinquecentomila esemplari.
Foglio da quarantacinque esemplari
Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.
Bozzetto a cura di Isabella Castellana. La vignetta raffigura, la sfilata dei Sanpaoloni di San Cataldo con i giganti processionali di
cartapesta; sullo sfondo, la chiesa del Santissimo Rosario con l’adiacente torre civica, in primo piano un uomo e una donna assistono alla sfilata.
Completano il francobollo la leggenda “SANPAOLONI DI SAN CATALDO”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.
L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di San Cataldo (CL).
Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione, al costo di 15€.

Quivi son li gigli al cui odor si prese il buon cammino

(Dante Canto XXIII – Paradiso)
I riti della Passione di Cristo molto diffusi nel meridione d’Italia, dove più dura e gravosa si rivelò la dominazione spagnola, e quindi più incisiva e profonda la sua influenza culturale, hanno trovato nel territorio di San Cataldo, città incastonata nel centro della Sicilia, un terreno di coltura ideale dando origine a manifestazioni di pietà popolare e di folklore che consolidatesi nel tempo sono giunte, in buona parte intatte, fino a noi, tanto da costituire per la nostra comunità l’eredità religiosa e culturale più radicata e sentita.
Questo sentire comune risalta con maggiore fervore nel periodo quaresimale ma soprattutto durante la Settimana Santa, quando tutto il popolo partecipa alle manifestazioni della tradizione e vive la Passione del Figlio di Dio come momento di catarsi collettiva.
E’ cosi per la processione dell’Addolorata e San Giovanni, la sera del giovedì santo, per quella del Cristo sul cataletto, all’alba del venerdì, “lu ‘Ncuntru di Mazziurnu”, con i “Misteri” e gli incappucciati, la “Scinnenza”, rappresentazione sacra nella tradizione del popolo sancataldese, e la processione del Cristo nell’Urna a tarda sera.
Tra tutte, per originalità e particolare rilievo socioculturale assume, la Domenica di Pasqua, la sagra dei “Sanpaoloni”, macchine processionali raffiguranti gli undici Apostoli, che fin dal primo mattino percorrono le vie del centro storico annunciando, accompagnati dalle note festose della banda musicale, l’avvenuta Resurrezione.
Questi “Giganti”, alti tre metri, di origine spagnolo-catalana, hanno testa e mani in cartapesta, una struttura metallica all’interno della quale trova posto un portatore che riesce a vedere attraverso una fessura all’altezza degli occhi, e vesti ricche di pregiati tessuti guarniti con pizzi e merletti, tipici della tradizione della penisola iberica.
Vennero introdotti nel nostro territorio a metà dell’Ottocento quasi certamente dai Padri Mercedari, ordine religioso nato proprio in Catalogna, ed utilizzati come strumento di catechesi popolare, significando con la loro straordinaria mole la grandezza morale degli Apostoli.
Il loro incedere è maestoso e incantano, con cambi di passo, inchini e piroette, tutti coloro che li incontrano e per primi, ovviamente, i bambini, che osservano rapiti quei colossi che quasi prendono vita con le loro straordinarie movenze.
Giganti simili sono diffusi in Francia, nelle Fiandre, nell’Italia meridionale ed ovviamente in Spagna ma non hanno, come a San Cataldo ed in qualche altro centro della Sicilia, riferimenti religiosi, ma rappresentano personaggi caratteristici della vita civile.
La sera, prima dell’imbrunire, nel corso principale, ha luogo la rappresentazione che vede i “Sanpaoloni”, la Madonna e Maria di Magdala, salire più volte al sepolcro ormai vuoto davanti al quale, alla fine, incontrano “Il Risorto” dove con Lui, e poco dopo con Tommaso, ultimo a credere nella Resurrezione del Maestro, daranno vita alla solenne processione che di fatto è la degna cornice di chiusura della Settimana Santa Sancataldese.
I “Sanpaoloni” gelosamente custoditi dall’Associazione Culturale “Giuseppe Amico Medico” Onlus di San Cataldo, che negli anni settanta del secolo scorso li ha salvati da sicura rovina e curato il restauro, sono conosciuti, ormai da tempo, dagli studiosi di tradizioni popolari di tutto il mondo e nel 1992 sono stati sottoposti a vincolo, con decreto dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana, come soggetti di grande valore etnoantropologico.
Nel settembre del 2006 i “Sanpaoloni” hanno incantato i cittadini ed i numerosissimi turisti di Tarragona, ospiti della locale municipalità in occasione dei festeggiamenti in onore della patrona Santa Tecla, lasciando in questa bellissima città della Catalogna, patrimonio dell’Unesco, un indelebile ricordo.

Francesco Scarantino
Presidente della Associazione Culturale “Giuseppe Amico Medico” – Onlus  – San Cataldo