San Cataldo, cancellato il sito di promozione della "Pasqua Sancataldese": il comune non ha pagato il dominio

Ai signori Commissari Straordinari del Comune di San Cataldo

Oggetto: Sito internet www.pasquasancataldese.com – dominio scaduto – sito cancellato.

Gentile Signori Commissari,

mi riferisco al portale in oggetto che,  a titolo totalmente gratuito ma con notevole impegno e sacrificio personale e delle persone che vi hanno insieme collaborato (Domenico Orlando, Claudio Di Forti ed altri), ho contribuito a realizzare, su spinta ed in sinergia con la precedente amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Giampiero Modaffari.

Quando qualche mese fa fui contattato da un collaboratore comunale, Angelo Caruso, per avere tutti i dati di accesso al portale, i dati amministrativi e persino le ricevute dei pagamenti da me effettuate per il mantenimento del sito – peraltro che il comune di San Cataldo non mi ha mai rimborsato, sebbene formalmente chiesto – pensavo che almeno il lavoro fatto per promuovere una delle manifestazioni, forse l’unica, più importanti di questa città, la Pasqua sancataldese appunto, non andasse perduto! Tanto più che il mantenimento del dominio, ossia dello spazio e l’indirizzo internet, ha un costo miserabile di soli 62 euro!

Ora, va bene la crisi; va bene che ormai sentirsi dire che “non ci sono soldi” è diventata una moda tutta italiana; va bene l’amministrazione commissariale e tutte le scusanti possibili ed immaginabili… ma posso credere che un comune, che ha un bilancio di oltre 20 milioni di euro, non sia riuscito a trovare 60 euro, dico: sessanta, per non perdere una vetrina importante come quella che avevamo creato con www.pasquasancataldese.com ?!

Ma, evviva Iddio, li avrei offerti anche quest’anno io, se solo aveste avuto l’attenzione di comunicare che il comune non aveva neppure questi quattro spicci d’euro per evitarne la chiusura.

E poi ovunque c’è il piagnisteo dei cittadini non impegnati, che non lavorano per il bene comune, che non muovono un dito per migliorare la propria terra… ma se poi, qualche cittadino qualcosa la fa e chi governa per 60 euro manda tutto il lavoro alle ortiche, non è meglio lasciare perdere?!

Mario Rino Biancheri