Rogo a San Giuliano, fiamme spente dopo 6 ore

[embed_video id=90828]Sei ore d’inferno al Monte San Giuliano di Caltanissetta per un vasto rogo partito a valle del monte e che pian piano è risalito fino a raggiungere le case, tant’è che tre famiglie sono state allontanate dalle rispettive abitazioni di via Firrio. Una collina accerchiata dal fuoco, con decine di villette lambite dalle fiamme e il vento di scirocco che ha reso più difficili le operazioni di spegnimento da parte delle tre squadre dei vigili del fuoco e altrettante del Corpo Forestale. Ma quando la situazione ha rischiato di degenerare e le unità via terra che si inerpicavano sulla scarpata tentavano di soffocare a fatica le lingue di fuoco, è stato necessario mobilitare i mezzi aerei. Due gli elicotteri e due i canadair della Protezione Civile e della Forestale che hanno sorvolato sulla collina infuocata dopo aver attinto, i canadeir centinaia di litri d’acqua a mare, mentre gli elicotteri hanno prelevato acqua da laghetti e bacini artificiali del comprensorio. Durante l’intervento dall’alto, i velivoli antincendio hanno effettuato complessivamente 18 lanci d’acqua per spegnere un rogo che si estendeva paurosamente verso le case, mentre carabinieri, poliziotti e vigili urbani pattugliavano la zona per verificare se vi fossero situazioni di pericolo per i residenti. Durante l’incendio, una bombola di gas abbandonata in aperta campagna è esplosa a causa del forte calore. Nessuna conseguenza, fortunatamente, per il personale antincendio che stava intervenendo. Il rogo ha minacciato anche le diverse antenne posizionate nel piazzale, ma le squadre antincendio hanno circoscritto le fiamme in tempo, evitando così danni maggiori alle apparecchiature di radiotrasmissione. Una situazione di emergenza che è stata seguita dalla Prefettura. Intorno alle ore 20 le squadre di vigili del fuoco e forestali sono riuscite a circoscrivere il rogo. L’allarme è rientrato in prima serata e soltanto allora su tutti i versanti del colle colpiti dal fuoco sono partite le operazioni di bonifica da parte delle squadre antincendio per impedire che i focolai potessero alimentare nuovamente le fiamme. Sulla matrice dell’incendio che ha carbonizzato una parte del Redentore restano i sospetti di un’azione dolosa, ma bisognerà attendere i risultati dei rilievi.