Processo per i giornalisti dell'Espresso che hanno pubblicato le intercettazioni Tutino-Crocetta

Processo per i giornalisti dell'Espresso che hanno pubblicato le intercettazioni Tutino-Crocetta

La Procura di Palermo ha chiesto il giudizio immediato per i giornalisti dell’Espresso, Piero Messina e Maurizio Zoppi. Sono gli autori dell’articolo sulla presunta intercettazione tra il Governatore siciliano, Rosario Crocetta, e il suo medico, Matteo Tutino, su Lucia Borsellino. La Procura ha depositato oggi la richiesta al gip del Tribunale. Nell’intercettazione, smentita più volte da Crocetta e Tutino, ma anche dalla Procura di Palermo, Tutino avrebbe detto “Lucia Borsellino deve saltare, come il padre”. E Crocetta non avrebbe replicato. Messina e Zoppi sono indagati per pubblicazione di notizie false e esagerate. Messina fin dall’inizio è stato indagato anche per calunnia. Lo stesso reato viene contestato adesso anche a Maurizio Zoppi, ma solo dopo l’interrogatorio in Procura. L’indagine è coordinata direttamente dal Procuratore capo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Leonardo Agueci. Nella richiesta di giudizio immediato ci sono anche diverse testimonianze, note dei carabinieri, intercettazioni telefoniche, i verbali di interrogatorio e una memoria. Il gip del Tribunale dovrà decidere entro i prossimi cinque giorni. Come prevede il Codice penale l’accusa può chiedere il giudizio immediato, saltando dunque la fase dell’udienza preliminare, entro i 90 giorni da quando è stato commesso il reato, quando per la Procura la prova del reato è evidente. I due giornalisti sono difesi dall’avvocato Fabio Bognanni. A luglio, quando venne pubblicato l’articolo dell’Espresso, Rosario Crocetta, attraverso il suo legale, l’avvocato Enzo Lo Re, aveva annunciato una richiesta di risarcimento danno di 10 milioni di euro contro il settimanale. Sono diverse le procure che hanno da sempre smentito l’esistenza dell’intercettazione, a partire dai magistrati di Palermo, a quelli di Catania, Caltanissetta e Messina.