Privatizzazione Poste italiane, sit-in dei dipendenti

[embed_video id=95557]Nei pressi della Prefettura di Caltanissetta in contemporanea con tutte le altre province del territorio regionale tutte le OO.SS. dei lavoratori Postali della provincia di Caltanissetta hanno tenuto un sit in di protesta contro l’ulteriore fase di privatizzazione di Poste Italiane prevista entro l’autunno, e la carenza di personale che è ormai diventata insostenibile. Il Governo ha già iniziato nell’autunno scorso un processo di privatizzazione di Poste Italiane cedendo, ad azionisti privati una quota pari al 35%, assicurando pero le forze sociali, i lavoratori e quindi tutto il paese l’intenzione di mantenere il controllo di Poste in mano pubblica. A distanza di pochi mesi tutto quanto dichiarato dal Governo nazionale è stato messo in discussione dalla discutibile decisione di cedere con decreto un’ulteriore quota pari al 35% a Cassa Depositi e Prestiti e si prevede entro ottobre la cessione della restante quota del 30% ad azionisti privati, prefigurando quindi la totale privatizzazione di Poste Italiane. Poste Italiane è la più grande azienda di servizi del nostro paese e comunque una tra le importanti a livello europeo che da ormai diversi anni assicura bilanci positivi che hanno permesso non solo di continuare a garantire il lavoro a oltre 140,000 dipendenti ma anche e soprattutto permettendo allo stato di incassare la cedola annuale versata da Poste”. La dismissione della prima tranche di azioni “ha già significato una perdita di 157 milioni per le casse dello Stato nel 2015 rispetto a quanto incassato nell’anno precedente. Questa operazione sembra essere giustificata soltanto dalla necessità di fare cassa per arginare il debito pubblico Le OO.SS. sono seriamente preoccupate perchè a fronte di pochi miliardi (probabilmente 3mld) di introito , si vuole privatizzare totalmente una azienda che nel bene e nel male ha garantito un servizio indispensabile al paese. Una azienda totalmente in mano ai “privati”, continuerà ad assicurare quel servizio universale che ogni paese civile ha il dovere di garantire a tutte le fasce sociali del paese? Quale futuro per i 140.000 dipendenti e le loro famiglie?

D’Altra parte le esperienze pregresse di altre aziende pubbliche non sono state certamente positive.
Per entrare nello specifico della nostra provincia, affermiamo senza tema di essere smentiti che la qualità dei servizi erogati risulta essere ormai assolutamente insufficiente a causa della grave carenza di personale sia agli sportelli sia al recapito che è diventata ormai patologica.

Parecchi zone dei vari paesi della nostra provincia vengono sempre più spesso lasciate senza il regolare recapito della corrispondenza. In tutto il territorio provinciale oltre alle circa dieci zone di recapito con carenza strutturale, si aggiungo tutte le altre dove si registrano assenze per malattia, inforunio, gravidanza e le ferie estive.

La situazione agli sportelli non è certo migliore, infatti tutti i giorni assistiamo a decine di missioni da parte di colleghi che vengono inviati da un capo all’altro della provincia per cercare di tappare i buchi provocati dagli esodi incentivati, dalle malattie, dalle ferie estive.

Eppure basterebbe poco per risolvere una volta e per tutte questa problematica. A costo di sembrare monotoni insistiamo nel proporre la trasfomazione del rapporto di lavoro part a full time alla sportelleria, al recapito ma anche al Call Center, che nonostante la carenza di personale rimane ancora una realtà positiva.

Sono queste le motivazioni che hanno indotto le segreterie Regionali delle OO.SS. (SLP CISL, SLC CGIL, UILPOST, FAILP CISAL, CONFSALCOMUNICAZIONI, UGL COMUNICAZIONI) a proclamare un ulteriore periodo di sciopero delle prestazioni straordinarie dal 25 luglio al 24 agosto 2016.

Chiediamo scusa già da adesso alla nostra clientela per i probabili disservizi che la nostra protesta causerà.