Polo Civico Cives 3.0 su debito Comune di Caltanisetta-ATO Ambiente CL 1

Il Polo Civico continua a seguire la vicenda ATO che la precedente Amministrazione ha affrontato con particolare attenzione, vista la ricaduta che nei prossimi anni può avere sull’Amministrazione Comunale e sui cittadini, in termini di stabilità economico-finanziaria dell’Ente – che abbiamo lasciato in perfetto equilibrio – e sui servizi di cui la città ha bisogno.

Abbiamo appreso favorevolmente della decisione del Sindaco Gambino di chiedere un rinvio dell’assemblea dei soci che il liquidatore Dottoressa Elisa Ingala, con un tempismo che  lascia spazio a  grandi perplessità, ha ritenuto di fissare subito dopo la fine del mandato dell’Amministrazione dell’Alleanza per la città.

Si rammenta che la precedente Amministrazione, insieme ai sindaci della zona nord della provincia, ha ripetutamente richiesto di portare i bilanci dell’Ato relativi a ben sei annualità, dal 2013 al 2018 al vaglio dell’assemblea dei soci per esaminare gli atti e avere una propria opinione sulla complessa situazione in esame.

L’ Amministrazione precedente, nell’esclusivo fine di tutelare l’interesse dei cittadini, a seguito della richiesta dell’ATO di trasferire sul Comune di Caltanissetta debiti propri ammontanti a 12 milioni di euro relativi all’esposizione dell’ATO sino al 2012, ha più volte chiesto un accesso agli atti al fine di verificare quanti di questi debiti siano attribuibili a servizi resi al Comune di Caltanissetta e a quanto ammonta la quota relativa alle quote TARSU non riscosse, delle quali il Comune non può rispondere: somme probabilmente lievitate oggi a 15 milioni di euro, inspiegabilmente dato che dal 2013 l’ATO non rende più alcun servizio.

Al diniego ricevuto dalla Dottoressa Ingala, liquidatore dell’ATO, il Comune di Caltanissetta si è rivolto a un’alta professionalità nell’ambito del diritto societario, il Prof. Alberto Stagno d’Alcontres, che, a seguito di una «due diligence», ha confermato che allo stato attuale in assenza di bilanci non può riconoscersi la posizione debitoria del Comune, così come preteso dal liquidatore.

Il Prof. d’Alcontres ha anche palesato possibili profili di una gestione dell’Ato non adeguata, così come confermato dal Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Caltanissetta, e per tali ragioni l’Amministrazione precedente ha avviato azioni giudiziarie che si sono incrociate con una richiesta di Arbitrato da parte della Dottoressa Ingala, tuttora al vaglio della Magistratura, che così potrà decidere in maniera definitiva se, e per quanto, il Comune potrà rispondere della situazione debitoria dell’Ato.

Inoltre, in questi anni, l’Amministrazione precedente ha dovuto affrontare in sede giudiziale i numerosi attacchi da parte dei creditori dell’ATO, i quali hanno proposto diversi pignoramenti presso terzi, per l’importo complessivo di circa un milione di euro, pignoramenti ad oggi tutti respinti.

L’amministrazione precedente ha pertanto operato a tutela dell’equilibrio dell’Ente, e soprattutto nell’interesse dei cittadini che, a fronte di un comportamento diverso da parte del Comune, avrebbero visto lievitare la Tari, e così si è messa nelle mani della Magistratura nella cui capacità di fare chiarezza abbiamo ampia fiducia.

Siamo certi che il Sindaco Gambino sarà molto prudente nell’affrontare la questione, analizzando con attenzione la corposa documentazione in atti, anche nella fase di valutazione dei bilanci, che non vanno necessariamente approvati soprattutto quando, come nel caso in specie, pendono azioni giudiziarie.

Il Polo Civico sarà politicamente vicino, ma vigile, al Sindaco Gambino e alla sua Giunta, consapevole di quanto sia complesso affrontare problemi che derivano da un passato in cui gli interessi dei cittadini venivano sottomessi ad interessi di parte, e la vicenda dell’ATO è forse una delle più evidenti situazioni di tal fatta.

Ci auguriamo che questa Amministrazione possa continuare il lavoro iniziato dall’azione politica della precedente amministrazione con la determinazione ed il coraggio necessari per liberare il nostro territorio dalle tante ragnatele che da diversi decenni le impediscono di crescere.