Poliziotto di Caltanissetta sotto processo: "Scomparsa cocaina dal Commissariato di Brescia"

Poliziotto di Caltanissetta sotto processo: "Scomparsa cocaina dal Commissariato di Brescia"

Ha preso il via il processo per peculato a carico dell’assistente capo della Polizia, Vito Trupia, 38 anni di Caltanissetta, accusato di aver fatto sparire 300 grammi di cocaina dell’ufficio corpi di reato del commissariato Carmine di Brescia. Da novembre scorso si trova ai domiciliari. Secondo l’accusa Trupia, tra il luglio 2011 e l’agosto 2014, si è intascato a più riprese lo stupefacente sequestrato nel corso delle operazioni. Al centro dell’udienza, il sistema di custodia dei reperti e le testimonianze di due amiche, da cui sono partite le segnalazioni in merito a presunti comportamenti anomali dell’imputato, sospettato di far uso di cocaina. Ma anche presunte minacce di morte da parte del padre, ora deceduto, dell’assistente capo a una delle due donne per convincerla a ritrattare. Per la procura il poliziotto sniffava coca sottratta al commissariato, dove la Digos ha trovato reperti spacchettati e verbali manomessi. “L’ufficio reperti era uno sgabuzzino con un armadio di cui solo lui aveva le chiavi, ha testimoniato in aula il collega Emanuele Chirivì. Fino al 2011 il materiale di valore veniva custodito in questura, poi al commissariato. Alla stanza poteva accedere chiunque con un secondo mazzo di chiavi depositato al posto di guardia, ma bisognava registrarsi”. E l’assistente Fabio Monaco: “Solo Trupia aveva la chiave dell’armadio. La droga sequestrata veniva lasciata sulla sua scrivania e poi se ne occupava lui”.

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