piùCittà: firma della petizione popolare dell’ARS contro lo smantellamento di tutela dei BB.CC. AA. in Sicilia

piùCittà: firma della petizione popolare dell’ARS contro lo smantellamento di tutela dei BB.CC. AA. in Sicilia

piùCittà, in qualità di movimento di cittadinanza dal basso, sta seguendo con desolante preoccupazione quanto avviene nelle aree interne della Sicilia: spopolamento, abbondono delle terre, infrastrutture stradali a dir poco precarie, progetti di inceneritori all’interno di aree paesaggistiche vincolate, piani di accaparramento dei terreni destinati all’istallazione di parchi di fotovoltaico su terreni agricoli acquisiti in logiche di Land grabbing. In questa prospettiva di svendita dei territori interni leggiamo anche la proposta regionale politicamente trasversale (in quanto firmata da deputati regionali che appartengono alle forze di governo, ma anche del PD, Italia Viva e gruppo Fava) che, intendendo mirare alla sburocratizzazione, di fatto, invece, svuota ancora di più il ruolo di tutela delle sovrintendenze, ignora del tutto il patrimonio immateriale e consente il rinnovo dei piani paesaggistici ogni quinquennio, al cambiare degli indirizzi politici, come se il paesaggio…cambiasse. A cambiare, purtroppo, potrebbero essere invece gli interessi sulle aree.
Ringraziamo i deputati del M5S all’ARS per avere preso proprio ieri una posizione contro il disegno di Legge n. 698 del 06/02/2020 che “smantella” il settore dei Beni Culturali in Sicilia.
Al contempo informiamo che sul link https://w3.ars.sicilia.it/edem/giudizio.jsp?idCed=7688&simple=false , pubblicato in sordina sul sito dell’Assemblea Regionale Siciliana, è possibile votare a favore o contro il disegno di legge, che può essere letto sullo stesso sito.
Invitiamo quindi, gli iscritti al Movimento, a cui dovrebbe essere familiare tale strumento di partecipazione, e tutti i siciliani liberi, a votare cliccando sulla voce “NON SONO FAVOREVOLE, perché produce svantaggi”, per evitare il rischio che la Legge proceda con un presunto favore popolare.
I nostri beni culturali e la nostra identità non sono in vendita e non possono essere barattati con ipotetiche volontà di snellimento burocratico, rivelatisi in tutto il loro eloquentissimo trasversalismo.