Piano Amianto: I comuni della provincia di Caltanissetta dicono”No”

Piano Amianto: I comuni della provincia di Caltanissetta dicono”No”

I comuni della Provincia di Caltanissetta non ci stanno e si oppongono al Piano Amianto della Regione Siciliana, che, dopo avere ottenuto il parere favorevole a maggioranza dalla Commissione Ambiente dell’A.R.S., sarà definitivamente decretato così come è stato proposto.

Malgrado le rassicurazioni di esponenti politici che assicuravano che il sito di Milena sarebbe stato tolto, quel sito è ancora lì scolpito tra le numerose pagine del piano il quale, pur ponendosi l’obiettivo di risolvere il grave problema dell’amianto in Sicilia, risulta gravemente carente nella parte finale dello stesso: cioè dove smaltire l’amianto siciliano.

Il piano, così come approvato, individua solo quattro siti su tutto il territorio regionale da sottoporre a valutazione di impatto ambientale prima di essere realmente utilizzati per lo smaltimento finale. Sono i siti della cava di Biancavilla, le miniere di Bosco (San Cataldo), Milena e Pasquasia (Enna). Milena viene individuato addirittura come sito di smaltimento regionale.

Poi il nulla.

Che ne sarà di questo piano se in fase di valutazione ambientale questi siti saranno esclusi?

Perchè sono stati individuati solo questi quattro siti?

Perchè non sono stati inseriti alla valutazione di prefattibilità tutti i siti già di proprietà della regione siciliana (siti derivanti dai beni confiscati alla mafia, cave dismesse ed ormai abbandonate, ecc)?

Quale indagine ha fatto la Regione per arrivare a questa soluzione individuata nel piano?

Troppe sono le domande alle quali non è stata data alcuna risposta e per questo siamo e rimarremo assolutamente contrari a tale piano.

Il nostro obiettivo non è quello di essere contrari “a prescindere” ad un piano importante per l’ambiente e la salute dei siciliani che da troppo tempo aspettano una soluzione a questo grave problema. Vogliamo essere partecipi delle scelte importanti che gravano sul territorio e non soltanto essere “ascoltati” solo quanto tutto è stato ormai fatto.

L’Assessore al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana ritiri il piano e convochi i territori per costruire insieme un piano organico e realmente eseguibile.

Garantisca sin da subito quali saranno le ripercussioni in termini ambientali e, qualora ritenute utili anche economici, per i territori interessati dallo stoccaggio e lo smaltimento dell’amianto senza lanciare generiche tutele e ristori.