Per migliorare Caltanissetta, i sindaci degli ultimi venti anni a confronto

[embed_video id=118790]L’associazione ” Luigi Sturzo” di Caltanissetta, ha invitato venerdì pomeriggio al centro culturale Michele Abbate i quattro sindaci degli ultimi venti anni di storia della città, compreso quello attualmente in carica.
Assente il sindaco Giuseppe Mancuso a causa dell’influenza, erano presenti i sindaci Salvatore Messana del centrosinistra ed il suo successore Michele Campisi del centrodestra. Con un po’ di ritardo, per motivi istituzionali, si è unito al dibattito moderato da Mario Barresi de La Sicilia, anche il sindaco Giovanni Ruvolo.
Tra gli argomenti più discussi l’università, il sistema sanitario, la crisi industriale, le politiche del territorio e l’edilizia.
“Un esercito di millecinquecento disoccupati”. Questa la sintesi dei risultati conseguiti dal corso di laurea in relazioni pubbliche secondo l’ex sindaco Campisi che ha puntato l’indice sull’idea che il terziario, illusoriamente negli anni del primo boom del consorzio universitario nisseno, avrebbe dovuto accogliere i giovani formatisi in materie di ambito pubblico e politico sociale a Caltanissetta.
Campisi ha anche rivendicato le proprie scelte in tema di urbanistica e lavori pubblici, ricordando l’avvio e la conclusione dei lavori per il parcheggio di via Medaglie d’Oro e l’avvio del progetto pilota alla Provvidenza, sottolineando anche le difficoltà che incontrano gli amministratori quando si trovano a dover tramutare investimenti in gare pubbliche e scelte politiche. In tema di attività imprenditoriali l’ex sindaco Salvatore Messana ha ricordato in modo critico alcune scelte politiche operate a Caltanissetta per gli insediamenti produttivi nella nuova area industriale di contrada Grottadacqua. “C’era il progetto di un cementificio che avrebbe assunto 200 persone, peraltro in vista dei lavori del raddoppio della strada statale 640. Si disse che quel progetto avrebbe snaturato la vocazione di quell’area industriale. Si vede che il cemento in Sicilia doveva venderlo soltanto Italcementi”, ha detto Messana, svelando quindi un contrasto con il suo ex partito, il PD, che a quel tempo sostenne la decisione dell’Asi di revocare i lotti alla Sacci Spa.
In tema di aree commerciali, Messana ha ricordato come la proliferazione dei centri commerciali non dipenda dai Comuni. Il comune ha un ruolo autorizzatorio meramente procedurale, sul merito decide la Regione Siciliana.
Si è arrivati così al dibattito sul centro storico e sulla chiusura al traffico veicolare. Argomento che in realtà è stato toccato in tutte le fasi del dibattito, poi concluso con interventi molto duri e polemici dei commercianti, in particolare Claudio Palazzolo di Confesercenti
Messana e Campisi hanno raccontato ciò che i nisseni già sanno. Messana la decisione di chiudere al traffico nei fine settimana ed in occasione di eventi. Campisi la sua esperienza di chiusura al transito veicolare nei giorni immediatamente successivi alla conclusione del primo lotto di lavori della Grande piazza in corso Umberto. Un esperimento che durò pochi giorni: “Contai le persone una per una, era un sabato e non arrivavano a cinquanta e decisi di riaprire al transito”. In realtà anche allora il sindaco dovette fare i conti con le pressioni dei commercianti che spingevano per aprire subito dopo il collaudo dell’opera. E così avvenne.
Fino ad arrivare alla realizzazione dell’Isola pedonale in corso Umberto ed alla Ztl in corso Vittorio decise dal sindaco attuale Giovanni Ruvolo. Che dal canto suo ha ricordato gli incentivi alle attività in centro (oneri di urbanizzazione per chi ristruttura, contributi in conto affitto a chi investe, abbattimento della Tasi…), rimanendo fermo sulle proprie posizioni.
Se Campisi ha denunciato l’impoverimento della sanità nissena a cui sono stati tolti importanti medici primari “per andare a Palermo in reparti che neanche esistevano ancora”, Ruvolo ha ricordato che al Cefpas c’è l’unico campus universitario di medicina nel sud Italia.
A chi a fatto notare che il governo regionale in carica ha fatto del Cefpas l’unico ente formativo del sistema sanitario per legge, Campisi ha ribattuto che il Cefpas vive grazie alla norma fatta inserire dall’allora assessore alla sanità, Pagano, che riserva lo 0,50% del bilancio della sanità siciliana alla formazione.
Tutti d’accordo a dire che Caltanissetta si è estesa troppo, che vi sono almeno 30 mila case vuote. Ma poco si è detto delle responsabilità politiche di chi ha consentito questo. Responsabilità che vanno individuate tanto nel presente che nel passato, altrimenti sarà impossibile non ripetere gli stessi errori. E in tal senso uno strumento indispensabile e urgente è il nuovo piano regolatore generale.