Palma di Montechiaro: anziano rapinato, legato e ucciso. Arrestata badante rumena

Palma di Montechiaro: anziano rapinato, legato e ucciso. Arrestata badante rumena

A Palma di Montechiaro, svolta sulla morte di Michelangelo Marchese, 89 anni trovato cadavere all’interno del suo appartamento in via Pietro Attardo con mani e piedi legati l’11 luglio scorso. I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, coordinati dalla Procura con il pm Chiara Bisso, hanno eseguito il fermo della badante rumena, 26 anni. Quest’ultima è uscita appena ieri dal carcere di Catania dove era stata rinchiusa per non aver rispettato le prescrizione dell’obbligo di dimora a cui era sottoposta. E’ accusata di omicidio volontario aggravato e rapina. Già una prima ispezione del medico legale nell’immediatezza dei fatti aveva escluso la morte naturale. Per questo il sostituto procuratore Chiara Bisso aveva disposto l’autopsia che aveva confermato l’omicidio. Le indagini, condotte sul campo dai carabinieri della Compagnia di Licata – guidati dal capitano Francesco Lucarelli – si sono fin da subito concentrate sulla badante dell’anziano che era stata pure sentita subito dopo il delitto. Di Marchese non si avevano notizie da alcuni giorni così sono intervenuti i Vigili del Fuoco appositamente giunti da Licata. Quando hanno aperto la porta d’ingresso il cadavere di Marchese era insanguinato e presentava mani e piedi legati. La svolta nelle indagini si ha con il ritrovamento dell’auto della vittima in possesso di un pregiudicato di Canicattì che ha confermato la circostanza che la donna, dopo l’omicidio, lo avesse contattato per far sparire la macchina. La donna, secondo quanto ricostruito, dopo aver compiuto la rapina e ucciso l’uomo avrebbe lasciato la casa a soqquadro fuggendo con l’auto della vittima. Gli esami del Ris di Messina hanno fatto scattare le manette e la donna è stata tradotta al carcere di Agrigento. La pista  della rapina finita male è stata da subito sondata dai carabinieri: qualcuno sapeva che all’interno dell’abitazione l’89enne potesse custodire denaro contante e qualche risparmio. Gli investigatori, dunque, si sono concentrati sulla figura della badante di origine Rumena che, di solito, accudiva l’anziano nonostante i ripetuti inviti dei figli di quest’ultimo di trasferirsi in una delle loro case.