Ondedonneinmovimento: proposta presidi senologia presso i consultori familiari

Ondedonneinmovimento: proposta presidi senologia presso i consultori familiari

In concomitanza con le due settimane dell’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), che si concluderanno domenica prossima, l’associazione Ondedonneinmovimento vuole puntare nuovamente i riflettori sulla soppressione dell’ambulatorio di senologia (quarto piano del nosocomio del Sant’Elia, reparto chirurgia generale) e del sostanziale divieto di continuare a intervenire chirurgicamente sui tumori alla mammella dallo scorso 1 settembre, pena il pagamento da parte del presidio ospedaliero nisseno delle operazioni svolte.
Con Decreto assessoriale dello scorso marzo a modifica e integrazione del precedente D.A. n° 49 del 30 gennaio 2020, “Approvazione della rete dei centri di senologia (breast units) per la prevenzione, diagnosi e trattamento del tumore della mammella nella Regione Sicilia”, sono state, infatti, approvate le 15 breast units, già individuate lo scorso gennaio dall’apposita Commissione istituita dall’assessore regionale Razza nel 2018, che dovranno operare in 7 delle provincie siciliane (Agrigento, Caltanissetta, Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa).
Le breast units sono di fatto l’insieme delle unità operative e dei servizi che concorrono alla diagnosi e al trattamento del tumore alla mammella, per cui ciascuna paziente dovrebbe aver garantito un trattamento multidisciplinare da parte degli specialisti coinvolti (senologo chirurgo, radioterapista, oncologia psicologo clinico, radiologo, chirurgo plastico, anatomopatologo, medico nucleare, fisiatra).
I Centri di senologia, nati già nel 2014 in base ad un accordo Stato-Regioni dietro indicazioni dell’Unione europea, sono approdate soltanto 4 anni dopo nella nostra isola, con un grave nocumento per quelle donne, circa 3500 ogni anno, che nel frattempo si sono ammalate di tumore alla mammella.
Per la provincia di Caltanissetta la breast unit è stata individuata presso il presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela.
La notizia ci ha colte di sorpresa e non per una posizione pregiudiziale nei confronti del nosocomio di Gela, ma perché ai nostri occhi appare incomprensibile la scelta di privare il capoluogo nisseno, che peraltro occupa dal punto di vista geografico una posizione centrale nel territorio provinciale, di un Centro di senologia in grado di venire incontro ai bisogni e alle esigenze di centinaia di donne che provengono da tutti i Comuni, da nord a sud, della provincia.
Pare che al nosocomio di Caltanissetta non si fosse arrivati ai 150 casi trattati annualmente di tumore al seno con un'equipe multidisciplinare, previsti dalla normativa nazionale per ambire al titolo di Centro certificato.
Pur non potendo entrare fino in fondo nel merito della questione, perché prive al momento dei dati necessari atti a confermare o confutare quanto detto, vorremmo però lanciare un appello non solo alle associazioni di riferimento ma anche a tutte le associazioni femminili e ai club service della città per promuovere insieme una o più iniziative che possano portare avanti una “battaglia” atta a restituire alle donne sia del capoluogo che dell’intera provincia la possibilità di rivolgersi a strutture vicine al luogo di residenza, soprattutto in un momento di grave emergenza sanitaria ed economico- sociale.
“Consapevoli del fatto – conclude, per tutte, la neoeletta portavoce di Onde, Ester Vitale – che difficilmente si potrà tornare indietro rispetto a decisioni prese a livello sia nazionale che regionale, chiediamo pertanto con urgenza la nascita di presidi con ecografi presso i Consultori del nisseno, i quali già da anni si occupano, tra l’altro, di prevenzione del tumore al seno senza neanche possedere la strumentazione necessaria”.