Movi: “Come si muove il volontariato a Caltanissetta?”

Movi: “Come si muove il volontariato a Caltanissetta?”

Come ne usciamo da questo periodo di pandemia? Come costruire un nuovo modello sociale? Come superare la pesante crisi economica e sociale dominata dall’incertezza e dai conflitti?

Se l’incertezza – sostiene il rapporto Censis – domina un mondo cresciuto negli ultimi anni all’insegna del «cattivismo», non stupisce che il 75% dei cittadini non si fidi degli altri, diventati improvvisamente un potenziale nemico. Sui social, su Internet, sulle tv e nei dibattiti emerge preponderante un profondo rancore che cova da qualche tempo nel tessuto sociale italiano. Un rancore indirizzato verso il potere politico con l’antipolitica, e soprattutto verso l’anello più debole della società che può essere rappresentato dal migrante, dall’extra comunitario, dal povero e dal vicino di casa. Allora ci chiediamo che società stiamo costruendo o lasciando ai nostri figli? Un dato confortante, ci viene sempre dal Censis che ci assicura: “Sono positivi i dati legati al tema dell’aggregazione sociale, del volontariato e della sensibilità ambientale.”

Sono sette milioni le persone che s’impegnano ogni giorno sistematicamente o saltuariamente a prestare attività di volontariato a chi ha bisogno nel settore familiare, sanitario, verso i bambini, la natura, gli animali e quanti hanno necessità dell’aiuto degli altri. Associazioni laiche e religiose sono i protagonisti di questo movimento che opera in tutto il paese. Ma chi fa volontariato?

“Il volontariato non è una roba da ricchi, – spiega il prof. Riccardo Guidi – se per ricchi intendiamo il possedere risorse materiali e denaro. Su questo tema c’è un bel dibattito. L’elemento che con maggiore probabilità predice se una persona deciderà di impegnarsi nel volontariato non è il reddito ma è il titolo di studio e, ancora di più, il livello di consumo culturale. Più cultura, più volontariato. La potremmo tradurre così con uno slogan: ovviamente la realtà è molto più complessa, ma se dovessimo individuare un fattore che fa la differenza, e che spiega perché alcune persone fanno volontariato e altre no, questo è un elemento culturale e più precisamente il possesso di risorse che hanno a che fare con la capacità di riflessività e di pensare autocriticamente all’utilizzo del proprio tempo e del tempo libero. Chi dedica parte delle ore settimanali al volontariato non solo fa del bene agli altri ma anche a se stesso perché la gratificazione e l’impegno verso gli altri producono benessere.”

Geograficamente la mappa del volontariato in Italia presenta notevoli differenze, vede il nord con una percentuale di persone che si dedicano al volontariato molto alta rispetto al sud. In Lombardia sono oltre un milione le persone che si dedicano al volontariato, pari al 10% della popolazione, mentre in Sicilia i volontari ammontano a 216 mila, pari al 4% della popolazione (dati Istat.)

Come si muove il mondo del volontariato a Caltanissetta? Filippo Maritato ne è uno dei protagonisti. Vulcanico (sarà per le sue origini catanesi) presidente del Movimento di Volontariato Italiano a Caltanissetta, da anni impegnato nell’aiutare quel mondo marginale fatto di povertà, di negazione di diritti e d’inclusione sociale. Con la sua tenacia è riuscito a trasformare, grazie ai fondi europei, una scuola in disuso alla periferia della città, in una moderna Casa delle Culture e del Volontariato che accoglie oltre alle quarantacinque associazioni di volontariato, un Centro famiglia, un’area di Accoglienza per migranti, un Banco alimentare, una fucina dove nascono idee e progetti per creare opportunità di lavoro e interventi per migliore la città e la qualità della vita dei cittadini. Recentemente Filippo Maritato è passato alla cronaca per essersi costituito parte civile, come presidente del Mo.Vi., nel processo contro un’organizzazione criminale pakistana che nel giugno scorso ha ucciso Adnan Siddique, un giovane connazionale, per il solo fatto di avere denunziato il fenomeno del caporalato cui erano vittime gli emigrati pakistani che prestavano lavoro nelle campagne del Nisseno.

Le motivazioni di una propensione al volontariato, secondo Piero Cavaleri psicologo, psicoterapeuta, attento osservatore dei processi sociali e culturali, autore di numerosi saggi sulla cultura della relazione, non dipendono solo dal livello culturale, soprattutto al sud dipendono dalla povertà educativa intesa come limitazione ai processi educativi in senso lato, non solo scolastico, da parte di tanti adolescenti e giovani. La povertà educativa non ha a che fare solo con la dimensione economica ma a una multidimensionalità di conoscenze, di opportunità e di abilità senza le quali il ragazzo si trova inconsapevolmente a vivere nelle periferie non solo culturali ma anche sociali ed economiche. Quando questo fenomeno raggiunge una percentuale del 40% della popolazione, è chiaro che parlare di volontariato e di tempo da dedicare agli altri diventa difficile da comprendere. Piero Cavaleri, ha realizzato insieme con un giovane gruppo di psicologi l’associazione ÒIKOS, un centro clinico sociale di servizi di psicoterapia gratuita per le famiglie che manifestano situazioni di fragilità individuale e familiare.

Riportiamo brevemente le attività che alcune di queste associazioni svolgono nel mondo del volontariato.

Scricciolero, Cartoon e Boccolina sono i nomi d’arte dei giovani clown che portano il sorriso nel reparto di pediatria e oncologia degli ospedali. Vincenzo Macaluso è il presidente dell’associazione V.I.P. vivere in positivo, che insieme con un gruppo di ragazzi e ragazze si recano, oltre che negli ospedali, anche nelle case di riposo, nelle scuole a insegnare come vivere in positivo e regalare un sorriso a tutti.

San Souci, è l’associazione che Paola Città ha creato insieme a 60 soci per diffondere le attività educative formative e ricreative all’interno di alcuni comuni del Nisseno. Utilizzando il principio di sussidiarietà, intervengono, dove l’amministrazione comunale non riesce a prestare servizi di animazione territoriale.

“L’uomo che non ha musica in se stesso, che l’armonia dei suoni non commuove sa il tradimento, e la perfida frode”… diceva Shakespeare. E per promuovere la musica e l’armonia dei suoni opera un’associazione che si chiama Le Ali della Musica diretta da Laura Failla un’insegnate di musica che dedica la sua vita all’insegnamento della musica ai grandi e piccini, organizza concerti, promuove eventi musicali e vuole portare la musica lirica nei teatri della città.

Fotonauti organizza corsi di fotografia portando i suoi iscritti in giro per la città e il territorio a fotografare le bellezze della natura, a insegnare attraverso i corsi, le tecniche per ottenere foto spettacolari e originali.

Un sostegno alle donne durante la gravidanza e la diffusione della cultura dell’allattamento al seno viene fornito dall’associazione Allattamore di Rosalba Lo Cascio che insieme ai soci promuove il ritorno al latte materno, organizza seminari e incontri sulla genitorialità, puericultura e promozione di stile di vita salutari.

Controluce è una cooperativa sociale che nasce con lo scopo di fornire servizi ai cittadini nell’ambito della salute mentale attraverso la riabilitazione delle persone con problemi psichici.

L’associazione A.C.A.T. Associazione club algologici territoriali si occupa di aiutare le famiglie e i soggetti con problemi di alcol.

Secondo un calcolo approssimativo, speriamo in difetto, sono quasi mille le persone che a Caltanissetta sistematicamente o saltuariamente si dedicano al volontariato attraverso le associazioni laiche e religiose. Una percentuale del 1,6% molto al di sotto del valore regionale .

Dai dati e dalle ricerche fatte sul fenomeno del volontariato, emerge inequivocabilmente che prestare il proprio tempo e attenzione verso l’altro produce livelli di benessere e di soddisfazione della propria vita di gran lunga superiore a chi invece vive nel completo individualismo.

Come dicevamo, sono quarantacinque le associazioni che fanno capo al Mo.V.i., riportiamo per completezza d’informazione le restanti associazioni che operano nella città a volte con grande fatica sia sotto l’aspetto economico ma anche per l’insufficienza di risorse umane disposte a mettersi in gioco per aiutare gli altri.

A.I.C. – Nuovo Orizzonte- C.R.I. Croce Rossa Italiana- A.G.D.C.S. Giovani Diabetici del Centro Sicilia- Cooperativa Sociale Chiara Luce- Familiari Alzheimer- A.N.F.E. associaziona nazionale famiglie emigrate-Incursori Valle del Salso- WWF Caltanissetta- Coop sociale a.r.l. GAIA- Essere x Essere onlus- Federconsumatori- Donatori di sangue AB –Zero – Iopervoivoiperio a.r.l. onlus – A.I.S.T.O.M.- IS.PE.D.D. Ist. Disturbi pervasivi dello sviluppo e l’autismo- Migranti Solidali- Luigi Sturzo- A.LI.DA. per sostegno oncologico- A.SI.S.Bi. Siciliana spina Bifida Idrocefalo- M.C.L. Movimento Cristiano Lavoratori- Comunità della Tenerezza Aquila e Priscilla- ISIDE- A.I.P.O.S. Associazione italiana professionisti operatori socio sanitari- Integrazioni Sicilia- L’angolo del sapere Onlus – Arcadia- Consorzio Terzo settore- Fondazione Ebbene- Consorzio Sol.Co. Rete di imprese Siciliane- Sahaja Yoga Italia a.p.s. –Cooperativa Feedback- Gerica – E.P.S. Enti prodotti selvaggina – A.P.S. Confaziende sezione regionale di Caltanissetta- Vigili del Fuoco- Ligabue.

Scritto da Armando Lunetta