Messina, operazione “Market Place”. Guerra tra i clan per il controllo della droga, 39 arresti

Messina, operazione “Market Place”. Guerra tra i clan per il controllo della droga, 39 arresti

Operazione “Market Place”. La Polizia di Messina ha eseguito decine di misure cautelari nei confronti degli appartenenti a due organizzazioni criminali di trafficanti di droga attive nel rione di Giostra, in passato teatro di una guerra tra i clan degli Arrigo e dei Bonanno per il controllo del territorio e del mercato degli stupefacenti. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile diretta da Antonio Sfameni e coordinate dalla Dda guidata da Maurizio De Lucia, hanno consentito di far luce anche su una serie di tentati omicidi avvenuti proprio per contrasti nel mondo del traffico e dello spaccio di droga. Nel blitz sono stati impegnati 350 uomini di Polizia. 

Secondo l’inchiesta, Arrigo gestiva la clientela e veniva abitualmente aiutato dalla moglie, Ramona Assenzio, che accoglieva i clienti in assenza del marito e si premurava di informarlo, comunicando con cautela per timore di essere intercettata, della presenza di acquirenti. Dopo l’arresto dell’uomo, finito in manette nei mesi scorsi, la donna ha gestito gli affari. Altro personaggio emerso dalle indagini, secondo le quali gestiva un punto vendita di droga sempre nello stesso complesso di case popolari, era Gianluca Siavash. Della banda facevano parte anche Davide Puleo, Marzia Agliolo, Eugenio Sebenico, Giosue’ Orlando e Carmelo Prospero che avevano il ruolo di rifornitori di droga e di clienti al dettaglio. A controllare il traffico di droga in citta’, oltre al clan Arrigo e alle “cellule” che gravitavano attorno ad esso, era l’organizzazione criminale che faceva capo ad Antonio Bonanno. Del suo gruppo facevano parte Filippo Cannavo’ e Edoardo Puglisi, che custodivano lo stupefacente e svolgevano attivita’ di spaccio al minuto, la moglie Veronica Vinci, che teneva la cassa e riscuotere i guadagni e Luigi Vinci che aveva il compito di bonificare i luoghi in cui si temeva potessero essere installate delle microspie. La banda poteva contare sulla disponibilita’ di armi da utilizzare per assicurare un efficace controllo del territorio e del mercato dello spaccio. 

L’ operazione, denominata ‘Market Place’, ha consentito di scoprire due organizzazioni criminali in grado di movimentare grosse quantita’ di droga (cocaina, marijuana, hashish e skunk) e di gestire una capillare distribuzione attraverso numerosi pusher attivi in citta’ e in provincia. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, la visione delle immagini delle telecamere di osservazione, i servizi sul territorio e i tanti riscontri all’attivita’ di vendita (oltre 1.000 gli episodi documentati) hanno svelato una vera e propria ‘centrale dello spaccio’ organizzata negli edifici delle case popolari di via Seminario Estivo. Diversi i pentiti che hanno collaborato all’indagine. Alcuni indagati sono finiti in carcere, altri ai domiciliari, ad altri ancora e’ stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sequestrati appartamenti, garage, auto, moto e denaro.

Il cliente ordinava la droga dal pianerottolo della casa, trasformata in supermercato degli stupefacenti. In caso di impedimento temporaneo del pusher che aveva messo a disposizione del clan la sua abitazione, la distribuzione della droga veniva gestita dagli altri membri della sua famiglia, sempre all’interno della stessa palazzina, o delegata a complici che gestivano le altre piazze di vendita. Un modus operandi consolidato che emerge dall’inchiesta della polizia di Messina su due bande di narcotrafficanti che ha portato a decine di misure cautelari. Secondo l’inchiesta, uno dei due gruppi criminali scoperti era guidato da Angelo Arrigo, che coordinava le diverse piazze di spaccio. Era lui a tirare le fila dell’organizzazione, curando l’approvvigionamento della droga, gestendo le negoziazioni sui quantitativi e sui prezzi, decidendo se e a chi azzerare un debito o concedere uno sconto e risolvendo i problemi connessi ai controlli delle forze dell’ordine (ad esempio, con il frequente ricorso a vere e proprie vedette che avvertivano dell’arrivo di persone o auto sospette).

L’inchiesta della polizia di Messina, coordinata dalla Dda, ha preso il via dopo un attentato commesso il 25 gennaio 2017 nei confronti di due familiari di Angelo Arrigo, Gaetano e Paolo, padre e figlio, feriti da colpi di pistola sparati da un uomo che li aveva affiancati in scooter. Entrambi vennero gambizzati. Solo qualche giorno dopo, il 28 gennaio, venne incendiata la loro auto. Fin da subito, le indagini si sono indirizzate sulla malavita locale e sul traffico di stupefacenti. Arrigo nella gestione degli affari era affiancato secondo gli investigatori dal fratello Paolo, suo braccio destro, che svolgeva anche compiti di “custode” delle scorte di stupefacente della associazione criminale. Altri due personaggi chiave dell’inchiesta sono Vittorio e Girolamo Stracuzzi che gestivano lo spaccio nello stabile C delle case popolari del rione Giostra, mentre Arrigo era il referente della palazzina B. Ogni indagato era aiutato dagli altri componenti del suo gruppo familiare: in particolare, intorno alla figura di Vittorio Stracuzzi ruotavano, oltre al fratello e suo alter ego Girolamo, la moglie, Beatrice Rossano, la suocera Mariella Barbera (sorella dei collaboratori di giustizia Gaetano e Vincenzo Barbera), i cognati Stello e Pasquale Rossano, e Marco Talamo.

Destinatari della misura della custodia cautelare in carcere

ARDIZZONE Antonio, classe 1966

PULEO Davide, classe 1987

AMANTE Carmelo, classe 1976

ARRIGO Angelo, classe 1988

ARRIGO Antonino, classe 1973;

ARRIGO Paolo, classe 1990;

BONANNO Antonio, classe 1982.

BONANNO Giuseppe, classe 1953.

CANNAVÒ Filippo, classe 1982,

LA ROSA Pasquale, classe 1978.

ORLANDO Giosuè, classe 1992

PIMPO Carlo, classe 1981

ROSSANO Pasquale, classe 1994

ROSSANO Stello, classe 1998

SEBENICO Eugenio, classe 1979

SIAVASH Gianluca, classe 1989

STRACUZZI Antonino, classe 1961

STRACUZZI Girolamo, classe 1983

STRACUZZI Vittorio, classe 1986

TALAMO Marco, classe 1997

PROSPERO Carmelo, classe 1983

ALTAVILLA Carlo, classe 1986

MARTINEZ Alessandro, classe 1988

BARBERA Gaetano, classe 1970

ROLLA Simone, classe 1996

ROLLA Salvatore, classe 1967

Destinatari della misura degli arresti domiciliari

AGLIOLO QUARTALARO Marzia, classe 1982

VINCI Veronica, classe 1986

ASSENZIO Concetta, classe 1966

ASSENZIO Ramona, classe 1978

PUGLISI Edoardo, classe 1975

RAGONESE Alessandro, classe 1974

STRACUZZI Alessia, classe 1992

VALENTE Manuela classe 1990

VINCI Luigi, classe 1980

VIOLA Natale, classe 1973

ROSSANO Beatrice, classe 1990

BARBERA Maria, classe 1974

BRIGANDÌ Giuseppa, classe 1952

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

RUSSO Federico, nato a Catania, classe 74

ATTARDI Joackim Maximilian, classe 1998

BOMBACI Alessandro, classe 1976

INGEMI Carmelino, classe 1969

INGEMI Massimo, classe 1976

GIANNINO Santo, classe 1979

TRIMBOLI Marco, classe 1982

MONTI Daniela, clsse 1979

MINUTOLI Sandro, classe 1977

FAZIO Marco, classe 1986

URBINO Alessandro Sanuel, classe 1994

CARISTI Enrico, classe 1994

PIZZI Santo, classe 1986