Mafia: bar intestato a prestanome, 4 misure cautelari a Messina

Mafia: bar intestato a prestanome, 4 misure cautelari a Messina

A Messina, quattro misure cautelari sono state eseguite dalla squadra mobile nell’ambito di una indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia che ha riguardato i clan operanti nel rione popolare ‘Giostra’. Due indagati sono finiti in carcere, uno ai domiciliari e un quarto si è visto notificare un obbligo di firma.

L’accusa è di trasferimento fraudolento di valori in concorso tra loro: secondo la Dda avrebbero intestato la titolarità di un bar fittiziamente a uno di loro, Michael Cardullo, 31enne per il quale è scattato l’obbligo di firma, con l’obiettivo di eludere la legge sulle misure di prevenzione patrimoniali. Il bar apparterrebbe in realtà ad Angelo Arrigo, Carmelo Prospero e Giuseppe Cardullo (i primi due di 38 e 33 anni sono finiti in carcere mentre il terzo, di 60 anni, è ai domiciliari). Alle accuse si aggiunge l’aggravante di avere agevolato il clan operante a ‘Giostra’ e riferibile a Gaetano Barbera e Nicola Galletta, ex collaboratori di giustizia arrestati nel dicembre del 2019 nel corso dell’operazione antimafia ‘Predominio’.

Le indagini sul bar sono nate da una intimidazione subita dall’attività nel gennaio del 2020, quando furono sparati dei colpi di pistola contro la saracinesca e fu dato alle fiamme l’ingresso. Gli accertamenti della polizia evidenziarono come il bar fosse intestato a Michael Cardullo “ma di fatto – è la tesi della polizia – riconducibile ad altri soggetti noti per la loro contiguità al clan di Giostra”. A ciò si aggiunsero le dichiarazioni di Galletta e Vincenzo Barbera, fratello di Gaetano, che riferirono della “riconducibilità” del bar ad Arrigo, Prospero e Giuseppe Cardullo, “a fronte” di una intestazione fittizia in favore di Michael Cardullo.