L’opera culturale e spirituale di don Felice Dierna

L’opera culturale e spirituale di don Felice Dierna

Si svolgerà venerdì 20 maggio – a partire dalle ore 17.30 presso la cripta della Cattedrale di Caltanissetta (ingresso da piazzetta Pescheria) – un incontro di studio dal tema “L’opera culturale e spirituale di don Felice Dierna”. All’evento, promosso dall’Associazione culturale “Alcide De Gasperi” e dal gruppo nisseno della FUCI “Mons. Cataldo Naro”, interverranno: Felice Dierna, familiare di Don Dierna; Alberto Di Maria, Presidente gruppo FUCI di Caltanissetta; Paolo Baroni, Vicepresidente nazionale della FUCI; Sergio Mangiavillano, Dirigente Scolastico; Don Vincenzo Sorce, Fondatore dell’Associazione “Casa Famiglia Rosetta”. L’incontro sarà introdotto e moderato da Rocco Gumina, Presidente dell’Associazione culturale “Alcide De Gasperi”. Don Felice Dierna ha insegnato Sacra Scrittura nell’istituto teologico nisseno, storia della filosofia nel corso liceale del seminario e per lunghi anni religione al Liceo Classico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta. Subito dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia, nel 1943, ha inteso in modo favorevole la nascita di un partito politico di ispirazione cristiana ed è stato vicino all’impegno
dell’avv. Giuseppe Alessi. A partire dal 1949 è stato assistente del gruppo FUCI. Ha mantenuto l’incarico sino al 1967. Da allora ha guidato l’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi). Grazie a questi incarichi pastorali ha avuto modo di intrecciare rapporti d’amicizia con universitari e professionisti, che hanno visto in lui un maestro di vita e di riflessione teologica. Negli anni successivi al Concilio Vaticano II, appassionato delle aperture ecumeniche e delle riforme conciliari, si è adoperato per la diffusione delle tesi avanzate nei vari documenti promulgati dall’assise episcopale. Qualcuno lo ha definito precursore del Concilio, ma con sicurezza si può dire che egli è stato una delle figure – nella nostra diocesi – ad impegnarsi per la conoscenza e la divulgazione delle tesi conciliari. La sua parrocchia era la città che avrebbe desiderato fosse animata da credenti dalla fede convinta e contagiosa, capace di liberare energie anche nel versante culturale, sociale e politico. Infatti, era persuaso che la riforma della società potesse scaturire da un esigente impegno culturale in cui un ruolo fondamentale avrebbe potuto giocare l’identità cristiana aperta alle novità della storia. Così, Don Dierna, ha trasmesso una concezione non integralista della fede e sensibile alla distinzione tra ambito ecclesiale e ambito politico. Ricordare l’opera spirituale e culturale di don Dierna non è un mero esercizio di ricerca storica o di gratitudine nei confronti della sua testimonianza. Più profondamente, ricordare la sua figura è un messaggio per l’ecclesia nissena intesa come popolo di Dio che cammina nella storia. Testimonianza che dice ancora molto ai laici, ai religiosi e ai ministri ordinati della nostra chiesa locale. Don Dierna ci annuncia, insomma, uno stile ecclesiale e di presenza evangelica nel mondo che sarebbe utile conoscere e provare a declinare, con le necessarie contestualizzazioni, nel nostro tempo.