Inchiesta sulla Omnia di Favara sul business dell’accoglienza: Riesame annulla tre misure cautelari

Inchiesta sulla Omnia di Favara sul  business dell’accoglienza: Riesame annulla tre misure cautelari

Il Tribunale del Riesame, accogliendo  il ricorso della difesa, ha annullato le misure cautelari nei confronti di tre dei sei indagati dell’inchiesta scaturita sui vertici della Omnia di Favara, finita al centro delle indagini della Procura di Agrigento per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di truffe ai danni dello Stato, realizzate nell’ambito della gestione di un ente si occupa di accoglienza e ospitalità di extracomunitari richiedenti asilo. Misure cautelari, dunque, annullate nei confronti di Francesco Morgante, 53 anni di Favara; Anna Maria Nobile, 50 anni di Favara; Giovanni Giglia, 57 anni di Favara. Per il Riesame non ci sarebbero gravi indizi di colpevolezza per fatti datati nel tempo e che quindi non giustificherebbero misure cautelari. Per l’accusa, invece, gli indagati, coinvolti a vario titolo nella gestione amministrativa, contabile e operativa dell’associazione di promozione sociale Omnia Academy con sede a Favara, avrebbero ottenuto contributi e finanziamenti pubblici per oltre un milione e trecentomila euro, pari alla somma delle rette giornalmente ottenute per l’accoglienza di migranti fittiziamente presenti nelle varie strutture gestite dall’associazione e alle spese in realtà non sostenute e illecitamente fatturate ai danni dei vari enti locali preposti all’erogazione dei contributi, nell’ambito dei progetti Sprar. Nel corso dell’operazione sono stati individuati e sottoposti a vincolo cautelare dalle Fiamme gialle decine di conti e rapporti bancari e finanziari riconducibili agli indagati, dieci unità immobiliari, tra cui due lussuose ville nel territorio agrigentino, e altri beni registrati, che in caso di condanna, sono suscettibili di confisca a ristoro del danno economico patito dall’erario pubblico.