In vigore il «decreto Lorenzin» i nuovi limiti sulle prescrizioni

[embed_video id=58252]Il 21 gennaio è entrato in vigore il cosiddetto “decreto Lorenzin” sull’appropriatezza delle prescrizioni approvato il 9 dicembre 2015. Sebbene sia passato sostanzialmente sotto silenzio, si tratta di un cambiamento destinato a cambiare radicalmente il rapporto fra pazienti e medici, soprattutto (ma non solo) quelli di famiglia. I curanti d’ora in poi potranno “segnare” determinate prestazioni a carico della Servizio Sanitario nazionale, fra cui esami radiologici o analisi di laboratorio, soltanto se saranno soddisfatte determinate condizioni, cioè se il malato corrisponde ai criteri per cui la prestazione in questione può essere garantita gratuitamente (salvo il ticket) dallo Stato. Fra questi esami ce ne sono alcuni molto comuni, e che, finora si era abituati a chiedere o a sentirsi proporre comunemente dal dottore, come per esempio il “colesterolo”, nelle sue varie declinazioni (Hdl, Ldl, totale), ora invece ci si potrebbe sentir dire dal curante che non può prescrivercelo se non abbiamo una certa età o se non è passato un certo tempo dall’ultima volta che lo abbiamo eseguito. Lo stesso potrebbe accadere per una Tac della colonna vertebrale (per le quali le condizioni saranno evidentemente diverse da quelle per il colesterolo) o per altri esami del sangue, come alcuni che riguardano la funzionalità epatica e così via (in tutto sono più di 200 le prestazioni elencate nel decreto). In medico dovrà riportare il numero-nota nella prescrizione insieme alle lettere che indicano le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza.] Il 21 gennaio è entrato in vigore il cosiddetto “decreto Lorenzin” sull’appropriatezza delle prescrizioni approvato il 9 dicembre 2015. Sebbene sia passato sostanzialmente sotto silenzio, si tratta di un cambiamento destinato a cambiare radicalmente il rapporto fra pazienti e medici, soprattutto (ma non solo) quelli di famiglia. I curanti d’ora in poi potranno “segnare” determinate prestazioni a carico della Servizio Sanitario nazionale, fra cui esami radiologici o analisi di laboratorio, soltanto se saranno soddisfatte determinate condizioni, cioè se il malato corrisponde ai criteri per cui la prestazione in questione può essere garantita gratuitamente (salvo il ticket) dallo Stato. Fra questi esami ce ne sono alcuni molto comuni, e che, finora si era abituati a chiedere o a sentirsi proporre comunemente dal dottore, come per esempio il “colesterolo”, nelle sue varie declinazioni (Hdl, Ldl, totale), ora invece ci si potrebbe sentir dire dal curante che non può prescrivercelo se non abbiamo una certa età o se non è passato un certo tempo dall’ultima volta che lo abbiamo eseguito. Lo stesso potrebbe accadere per una Tac della colonna vertebrale (per le quali le condizioni saranno evidentemente diverse da quelle per il colesterolo) o per altri esami del sangue, come alcuni che riguardano la funzionalità epatica e così via (in tutto sono più di 200 le prestazioni elencate nel decreto). Il medico dovrà riportare il numero-nota nella prescrizione insieme alle lettere che indicano le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza.