Il SINALP denuncia la vergogna della viabilità in Sicilia: lettera Aperta al Governo Nazionale e Regionale

Il SINALP denuncia la vergogna della viabilità in Sicilia: lettera Aperta al Governo Nazionale e Regionale

Dopo una attenta analisi del sistema viario della Sicilia effettuato grazie all’aiuto delle 87 sedi Sinalp presenti nella
nostra regione possiamo affermare senza tema di smentita che se Cristo si è fermato ad Eboli, la Sicilia si è fermata ai
Borbone e da allora niente ci è più permesso e dovuto.
La nostra rete viaria all’80% del sistema è ancora strutturata per come fu progettata dai Borbone, ultima vera volta
che un Governo Centrale mise mano al sistema viario Siciliano.
Da allora tranne la rete autostradale e qualche superstrada niente è stato fatto.
Per raggiungere alcune cittadine siciliane bisogna quantomeno noleggiare un fuoristrada e non è detto che sia
sufficiente.
Da sempre si parla delle due fantomatiche arterie stradali che dovrebbero collegare i siciliani dalla provincia di
Messina con l’Agrigentino e Caltanissetta.
Attualmente un cittadino di Barcellona Pozzo di Gotto o di Milazzo fa prima a raggiungere con l’auto Roma che
Agrigento o Gela.
All’interno di questo quadro drammatico, per non usare altre più colorite espressioni, con il passato Governo
Crocetta abbiamo assistito al vergognoso tentativo di “regalare” il Consorzio Autostrade Siciliane all’Anas con la
scusa che avrebbero gestito meglio la manutenzione e l’organizzazione delle autostrade interessate.
In quell’occasione il Sinalp è stato l’unico sindacato lavoratori che ha denunciato il vergognoso tentativo di “regalia”
e si è opposto, difendendo le maestranze ed i lavoratori del CAS, dalla sicura perdita del loro posto di lavoro e
dall’istituzione del pedaggio unico regionale che avrebbe aggravato ancor di più i bilanci dei Siciliani.
Ad Aprile 2015 crolla il ponte Imera dell’Autostrada Palermo Catania gestita, guarda un po', da quell’Anas che
acquisendo il nostro CAS avrebbe migliorato la manutenzione del nostro sistema viario.
Il ponte crolla pur sapendo tutti che da circa 10 anni esisteva un continuo smottamento del terreno che lentamente
scendendo a valle andava ad abbattere il pilone autostradale e nessuno ha avuto un seppur minimo rigurgito di
“dignità” e predisporre un intervento contenitivo dello smottamento salvaguardando il ponte.
Siamo a Giugno del 2019 ed ancora non si ha alcuna notizia in merito al rifacimento e il riposizionamento del nuovo
ponte, lavoro importante certamente ma sicuramente non complesso o difficile da realizzare.

Con tutto il rispetto e la solidarietà verso i nostri fratelli genovesi per la tragedia subita, ad agosto 2018 l’intera Italia
ha assistito alla caduta del ponte Morandi, tragedia di proporzioni enormi sicuramente e che richiede una progettazione più impegnativa e difficile rispetto alla nostra tragedia del ponte autostradale che ha spaccato la Sicilia
in due.
Dicevamo da Agosto 2018 a giugno 2019 non solo lo Stato Italiano a Genova ha già abbattuto quel che restava del
Ponte Morandi, ha abbattuto gli edifici realizzati sotto di esso, e per inciso in questo caso essendo al Nord non si è
gridato allo scandalo speculativo e cementizio o all’abusivismo selvaggio, ha approvato il nuovo progetto ed ha già
realizzato il primo pilone del nuovo ponte che quasi sicuramente sarà completato a Dicembre 2019.
In Sicilia ancora attendiamo di sapere come, quando e se verrà realizzato il nostro ponte.
Lo Stato Italiano per il ponte di Genova, e non ce ne vogliano i genovesi che hanno tutta la nostra solidarietà, vista
anche la complessità del lavoro da fare, ha stanziato oltre 200 milioni di euro e già hanno iniziato a ricostruire.
Per il ponte Imera della Palermo Catania, vista la maggiore semplicità dei lavori da realizzare, lo Stato ha stanziato
solo 11 milioni di euro ma da Aprile 2015 a giugno 2019 ancora non c’è alcuna traccia di ricostruzione di un nuovo
ponte e ci prendono in giro dicendo che forse il tutto si realizzerà a maggio 2020, ben oltre 5 anni dal tragico evento
ed è comunque una ipotesi non la certezza. Ricordiamo a chi ci legge che quando quest’inverno una anomala
mareggiata ha distrutto la strada che collega Portofino all’entroterra, la stessa è stata interamente ricostruita in
appena 5 mesi.
Figli di un dio minore? Sicuramente, ma anche cittadini di serie B, ma anche cittadini rappresentati da politici
incapaci, ma anche rappresentanti del Governo Regionale che non si rendono conto dell’enorme danno che i siciliani
subiscono per ogni mese che passa senza alcuna soluzione.
Politici che non hanno il coraggio di imporre delle soluzioni concrete ed immediate, politici che continuano a
raccontare stupidaggini trincerandosi dietro leggi e norme che vanno rispettate e che impediscono la celerità
dell’avvio dei lavori per la nostra stessa sicurezza.
Ma a Genova hanno altre norme? Altre leggi? Se si allora anche noi Siciliani vogliamo le leggi genovesi.
La vogliamo smettere di dover subire queste “angherie” dallo Stato Nazionale e di denunciare l’inefficienza ed
incapacità dei nostri politici che hanno dimostrato con i fatti di non avere alcuna capacità di trattare da pari con lo
stato italiano?
Infine chiediamo al governo Nazionale di non far trasmettere sul territorio Siciliano gli spot pubblicitari che
riguardano viabilità ed alta velocità ferroviaria perché siamo stanchi di subire, oltre al danno, anche lo sfottò
nazionale.
La Direzione Regionale Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone

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