Guardia di Finanza: Reddito di Cittadinanza anche alla famiglia del killer di Livatino. 8 sequestri

Guardia di Finanza: Reddito di Cittadinanza anche alla famiglia del killer di Livatino. 8 sequestri

La Guardia di Finanza di Agrigento, su disposizione della Procura di Agrigento con il capo Luigi Patronaggio ed il sostituto Gloria Andreoli, ha eseguito il sequestro preventivo di 8 social card per fruire del reddito di cittadinanza. I reati contestati sono indebita percezione di reddito di cittadinanza e falso in  autodichiarazione. Tra le famiglie che hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza vi è anche quella di uno degli esecutori dell’omicidio del Giudice Rosario Livatino, condannato in via definitiva per omicidio, associazione per delinquere di stampo mafioso ed altro a 7 ergastoli.Tutte le posizioni illecite fatte emergere dalle Fiamme Gialle sono state segnalate all’INPS per la revoca e il recupero del beneficio economico. Una prima stima, fa ritenere ammontante ad € 110.000, il danno per le casse pubbliche già accertato. Lo scorso 30 settembre la Procura di Agrigento aveva disposto il sequestro di 11 social card con un’inchiesta che conta oltre 60 indagati. “Sono in corso – aveva dichiarato Patronaggio – ulteriori indagini per identificare altri illegittimi percettori del reddito di cittadinanza , sia per l’esistenza di condizioni soggettive ostative alla erogazione che per l’esistenza di concomitanti rapporti di lavoro “in nero”.Indagini che hanno portato ad un nuovo sequestro da parte della Guardia di Finanza questa mattina. Tra quest’ultimi requisiti, il legislatore ha previsto che la sottoposizione a misure cautelari personali o la condanna per gravi delitti, di chi faccia richiesta del beneficio e del suo nucleo familiare, sia causa di esclusione dal beneficio.Sono in corso ulteriori indagini per identificare altri illegittimi percettori del reddito di cittadinanza.