Guardia di Finanza di Mussomeli sequestra 1016 pezzi di Sushi non idonei al consumo

Guardia di Finanza di Mussomeli sequestra 1016 pezzi di Sushi non idonei al consumo

I Finanzieri della Tenenza di Mussomeli, nell’ambito dell’attività finalizzata al controllo economico del territorio, hanno intercettato un’autovettura station wagon adibita, per l’occasione, a mezzo di trasporto per prodotti alimentari. All’interno dell’auto veniva riscontrata la presenza di numerose confezioni di sushi, destinate a decine di acquirenti residenti nel vallone, provenienti da un locale del litorale agrigentino.

Al momento del controllo il conducente, dipendente dello stesso locale, non è stato in grado di fornire alcuna documentazione che potesse attestare l’etichettatura e la tracciabilità del ricercato prodotto ittico trasportato. Inoltre, l’autovettura utilizzata è risultata evidentemente non idonea a quel tipo di trasporto poiché sprovvista delle previste certificazioni rilasciate dalle competenti Autorità in funzione del riscontro degli attesi parametri igienico – sanitari necessari.

Infatti, la normativa vigente, nel caso di alimenti che richiedano refrigerazione, prevede, in assenza di un mezzo specificamente abilitato, che il trasporto venga effettuato in casse coibentate con piastre eutettiche per non alterare la catena del freddo.

Nella realtà, al momento dell’ispezione da parte degli intervenuti funzionari della competente autorità sanitaria, il sushi è stato trovato in contenitori di plastica ed è stato quindi dichiarato non idoneo al consumo e sequestrato per cattiva conservazione.

Tutto il sushi, per un totale di 1.016 pezzi confezionati in decine di vaschette, che avrebbe prodotto un guadagno di oltre 1.500 euro, è stato pertanto distrutto.

Il titolare del locale, cui è stata contestata la mancata emissione di scontrini fiscali per un importo pari al predetto stimato profitto, è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per il reato previsto dalla normativa igienico-sanitaria di cui all’art. 5 della Legge n. 283/1962, che prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino ad un massimo di 30.987,00 euro.

Le Fiamme Gialle, attuando le linee guida per l’anno in corso, hanno fortemente intensificato l’azione di contrasto ad ogni forma di illecito che penalizzi il mercato legale nonchè i controlli in materia di commercio e sicurezza alimentare per la salvaguardia della salute pubblica del Paese.