“Gallodoro”, mafia del Vallone tra Agrigento e Caltanissetta: 14 condanne

“Gallodoro”, mafia del Vallone tra Agrigento e Caltanissetta: 14 condanne

Operazione “ Gallodoro”. 14  condanne e una assoluzione. Si chiude così il processo di primo grado (abbreviato con lo sconto di un terzo della pena) scaturito dall’operazione eseguita dai carabinieri del Ros che ha fatto luce sulla famiglia mafiosa di Mussomeli e i suoi rapporti anche con la provincia di Agrigento, e sull’omicidio di Gaetano Falcone, compiuto a Montedoro il 13 giugno 1998. Per alcuni è stata riconosciuta la contestazione di associazione mafiosa. Altri invece sono stati assolti per singole accuse e in alcuni casi è invece intervenuta la prescrizione. Esclusa, invece, l’esistenza di un’associazione dedita al traffico di droga tra le province di Agrigento e Caltanissetta. Nello stralcio abbreviato del processo, che vede coinvolte 15 persone, ben otto sono agrigentini. Altri 6 imputati hanno scelto la via del processo ordinario. 

Il gup del Tribunale di Caltanissetta, Gigi Omar Modica, ha disposto le seguenti condanne: Claudio Di Leo, 60 anni, (13 anni e 2 mesi), considerato il reggente della famiglia mafiosa di Campofranco; Francesco Pollara, 42 anni (10 anni, 2 mesi e 26 giorni); Domenico Avarello, 41 anni di Canicattì, (6 anni, 8 mesi e 20 giorni); Filippo Cacciatore, 58 anni di Cammarata, (3 anni e 10 mesi); Vincenzo Scalzo, 48 anni di San Cataldo, (2 anni, 8 mesi e 26 giorni); Domenico Mangiapane, 42 anni di Cammarata, (2 anni e 20 giorni); Giovanni Valenti, 47 anni di Favara, (1 anno, 8 mesi e 20 giorni); Vincenzo Insinna, 58 anni di Vallelunga, (1 anni e 8 mesi); Giovanni Siragusa, 38 anni di Mussomeli, (1 anno e 6 mesi); Vito De Maria, 61 anni di Cammarata, (1 anno e 4 mesi); Maurizio Matraxia, 56 anni di San Giovanni Gemini, (1 anno e 4 mesi); Alexander Lattuca, 27 anni di Mussomeli (1 anno e 2 mesi); Antonino Lattuca, (1 anno e 1 mese); Pietro Antonio Baudo, 49 anni di Vallelunga (1 anno). L’unico imputato assolto è Calogero Di Vita, 52 anni di San Cataldo. Altre sei persone sono a processo col rito ordinario: Salvuccio Favata, 44 anni di Mussomeli; Calogero Modica, 77 anni di Mussomeli; Alessandro Centinaro, 32 anni di Mussomeli; Giuseppe Gioacchino Di Carlo, 50 anni di Campofranco; Carmelo Conti, 49 anni di Casteltermini; Salvatore Puma, 44 anni di Racalmuto. Il blitz scattò nel gennaio 2017 con 17 misure cautelari per reati dall’associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, reati concernenti le armi, rapina e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Le indagini avevano avuto un rilevante sviluppo a seguito dell’avvio della collaborazione con la giustizia di Maurizio Carruba, uomo d’onore e già rappresentante della famiglia di Campofranco, arrestato nell’aprile 2011 a seguito dell’operazione del Ros “Grande Vallone”. Grazie all’enorme patrimonio di conoscenze in suo possesso, era stato possibile non solo attualizzare e riscontrare le dichiarazioni rese nel tempo da altri collaboratori ma anche fare luce su diversi episodi estorsivi, di alcuni dei quali egli si autoaccusava, ai danni di imprenditori edili, confermare il ruolo di vertice rivestito in seno alla famiglia di Campofranco da Calogero Modica e definire le singole responsabilità in riferimento all’omicidio di Gaetano Falcone (compiuto a Montedoro il 13.06.1998). Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Barba, Diego Giarratana, Salvatore Re, Gianfranco Pilato, Massimo Scozzari, Vincenzo Infranco, Carmelo Nocera e Antonio Pecoraro. Si ritorna in aula il 3 febbraio.