Facoltà romena di Enna, il ministero scrive al prefetto: "Fermate i corsi"

Facoltà romena di Enna, il ministero scrive al prefetto: "Fermate i corsi"

“Fermate l’Università romena a Enna”. Il capo dipartimento del ministero dell’Istruzione Marco Mancini scrive una nota al prefetto di Enna Fernando Guida e al procuratore Calogero Ferrotti chiedendo di attivarsi per bloccare l’avvio dei corsi di medicina e farmacia che l’università “Dunerea des Jos di Galati” sta aprendo nell’ospedale ennese grazie a un accordo tra l’Asp e la Fondazione Proserpina guidata dall’ex senatore Vladimiro Crisafulli. Dal Miur chiedono l’intervento del prefetto e della procura “al fine di ricondurre la spiacevole situazione nell’alveo della legalità”. Domani saranno invece i rettori a tenere una conferenza stampa per annunciare iniziative contro la Proserpina. Regista dell’operazione per stoppare i corsi ad Enna, il sottosegretario renziano Davide Faraone: “La Sicilia ha bisogno di formazione di qualità, di una didattica che crei sviluppo — dice Faraone — e di tutte queste cose garantite e certificate. Ha bisogno di avere medici preparati, non di accessi comodi e vie facilitate per conseguire un titolo. La salute dei cittadini è una cosa seria”. Nei giorni scorsi sono iniziati i corsi di lingua rumena, propedeutici al test di accesso con i criteri dell’università di Galati. Tra i primi iscritti molti ragazzi che non hanno superato i test nelle università italiane. “La nostra iniziativa è legittima e nel pieno rispetto delle norme europee”, ha sempre detto Crisafulli, minacciando “azioni legali” contro chi avrebbe tentato di fermare l’iniziativa. Ma Mancini, dopo aver ricevuto due pareri dall’avvocatura dello Stato e dal dipartimento delle Politiche Ue di Palazzo Chigi, ha scritto ieri una nota alle autorità locali chiedendo di fermare l’iniziativa di Crisafulli. Nella nota del Miur si fa riferimento a una lettera del rettore di Catania Giacono Pignataro che “ha riferito che le strutture ospedaliere utilizzate per tale illegittima attività formativa sono quelle dell’ospedale di Enna, in palese contrasto con quanto previsto dal decreto che disciplina i rapporti tra servizio sanitario e università”. E, ancora, il Miur aggiunge: “Si rappresenta l’estrema delicatezza della vicenda attese anche le rilevanti questioni di ordine pubblico che sono messe a rischio dall’attuazione della indicata iniziativa, e la necessità che vengano adottati i necessari provvedimenti per la cessazione delle predette attività”. Insomma Crisafulli, secondo il Miur, va fermato: “Voglio sperare che il caso Enna sia soltanto frutto di sciatteria e non, ancora una volta, di logiche assistenzialistiche — dice Faraone, puntando il dito contro Crisafulli, con il quale ha avuto diversi scontri nel Pd — il vecchio sistema che si cerca ancora di praticare a Enna sotto le mentite spoglie della “modernità” è ormai stato spazzato via”. Per inciso, il Pd nazionale ha appena commissariato il partito a Enna inviando un fedelissimo di Renzi come Ernesto Carbone. L’ex senatore comunque non si scompone: “Prendiamo atto di questo esposto, ma noi andiamo avanti, vedremo nel dettaglio la norma del Miur”.