Ethikos, Licari:” Sanità, sindaci hanno verificato se sono stati investiti i soldi del “Cura Italia?”

Ethikos, Licari:” Sanità, sindaci hanno verificato se sono stati investiti  i soldi del “Cura Italia?”

Salvatore Licari, presidente associazione Ethikos per il territorio dichiara: “Covid-19, ai sindaci quali componenti dei distretti socio-sanitari, compete verificare l’andamento gestionale della sanità nel territorio, compete loro il governo Clinico.

Pertanto visto il loro ruolo, sono questi incaricati a seguire, riteniamo siano per loro gli atti centrali cui dovrebbero prestare la dovuta attenzione, al fine della giusta prevenzione ed assistenza nei confronti dei Cittadini.

La prevenzione e gli adempimenti svolti o meno, anche di controllo con i tamponi, che potevano svolgersi anzitempo, alle date corrispondenti rispetto alle risorse finanziarie pervenute; pertanto avrebbero permesso un controllo e quindi una limitazione dell’epidemia ?  Ci riferiamo anche ai tempestivi controlli che potevano attuarsi prima dell’avvio delle lezioni scolastiche. Rappresentiamo ciò, in considerazione delle seguenti precisazioni:

-Con il Decreto legge CURA ITALIA del Marzo 2020 convertito ad Aprile, e Decreto legge Riancio del Maggio 2020 convertito a Luglio, sono stati previsti ed erogati finanziamenti per acquisto di impianti, attrezzature, acquisto di dispositivi e materiale (anche tamoni), necessario per fronteggiare e prevenire la crisi epidemiologica; per la regione Sicilia è stata prevista l’anticipazione del finanziamento nazionale la cui spesa sanitaria è stata sempre, e viene, gestita dall’Assessorato Reg.le Sanità e dalle ASP.

Ci dà l’impressione, visto lo stato attuale, che vi siano stati dei ritardi nell’impiego di queste considerevoli risorse finanziarie; e verranno concretamente impiegate per le finalità cui sono state destinate ? È stato attivato un cronoprogramma e monitoraggio della spesa ?

Dai DOCUMENTI PARLAMENTARI

Con il Fondo per le emergenze nazionali (rifinanziato dal successivo decreto legge cd. Rilancio), il decreto Cura Italia ha finanziato l’acquisto di impianti ed attrezzature specificamente diretti alla cura dei pazienti COVID-19, come gli impianti di ventilazione assistita nei reparti di terapia intensiva, ed ha disposto la requisizione di presidi sanitari e di beni mobili e immobili, anche alberghieri. In particolare, le risorse del Fondo per le emergenze sono state utilizzate dal Dipartimento della protezione civile e dal Commissario straordinario per l’emergenza per gli acquisti di dispositivi medici, dei dispositivi di protezione individuale (come le mascherine) e di quanto necessario per contrastare ed affrontare la crisi epidemiologica, considerate anche le deroghe relative alle caratteristiche, alle procedure di acquisto e di pagamento di tali dispositivi.

Anticipo del finanziamento sanitario corrente

Per incrementare la liquidità disponibile presso gli enti del Servizio sanitario nazionale e, in tal modo, favorire una tempestiva gestione dei pagamenti durante il periodo di emergenza epidemiologica, il D.L. 34/2020 cd. Rilancio, convertito dalla L. 77/2020 (ai commi 1-4 dell’articolo 117) ha previsto alcune deroghe rispetto alla normativa vigente in materia di erogazione del finanziamento del SSN a cui concorre ordinariamente lo Stato, a riparto già definito e in attesa dell’adozione delle delibere annuali del CIPE. Si stima che da tali deroghe possa derivare un flusso di cassa di circa 3.375 milioni di euro.

Il regime di deroga in commento, riferito all’art. 2, comma 68, lett. b) e c), della legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010) autorizza il Ministero dell’economia e delle finanze:

– a concedere alle regioni a statuto ordinario e alla Regione siciliana anticipazioni delle risorse con riferimento al livello del finanziamento a cui concorre ordinariamente lo Stato, nella misura del 99 per cento – con un incremento di due punti percentuali rispetto al 97% previsto dalla normativa vigente – delle somme dovute a titolo di finanziamento ordinario della quota indistinta per l’anno 2020, al netto delle entrate proprie, e, per la sola Regione siciliana, al netto della compartecipazione regionale al finanziamento della spesa sanitaria.”