Era stato licenziato, uccide capo cantiere e direttore della cava dove lavorava

Era stato licenziato, uccide capo cantiere e direttore della cava dove lavorava

Una disperata vendetta. Avrebbe ucciso il capo cantiere, Gianluca Grimaldi, 39 anni di Palermo e il direttore responsabile della cava, Giovanni Sorce, 59 anni di Bagheria perchè era stato licenziato ed era in gravi difficoltà economiche. Sarebbe questo il movente che avrebbe armato la mano di Francesco La Russa, 49 anni, arrestato dalla Polizia di Stato per il duplice omicidio commesso in tarda mattinata all’interno di una cava di Trabia, in contrada Giardinello, in provincia di Palermo. Per le vittime, raggiunte dai colpi d’arma da fuoco, non c’è stato scampo. La cava, sequestrata alla mafia circa cinque anni fa, era di proprietà degli imprenditori Buttitta ed è in amministrazione giudiziaria. L’amministratore è Gaetano Cappellano Seminara, di recente indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei beni sequestrati che ha portato alle dimissioni del magistrato Silvana Saguto. Secondo le prime testimonianze l’uomo, sposato e padre di tre figli era stato licenziato sette mesi fa insieme ad altri sei colleghi per le difficoltà economiche nelle quali versava la cava a corto di commesse. L’uomo si era recato più volte al cantiere per chiedere di essere riassunto e secondo molti appariva sempre più disperato per la situazione nella quale si trovava. Ma gli investigatori non escludono che potessero esserci frizioni fra l’assassino e le due vittime. Ciò che appare certo è che l’uomo, arrivato alla cava, si è diretto subito nell’ufficio del direttore e del capo cantiere e ha fatto fuoco. Nell’ufficio c’era anche il ragioniere dell’impresa che è stato risparmiato dall’assassino. La Russa è poi tornato verso l’auto sotto gli occhi di alcuni colleghi ed è andato via. A riconoscerlo il cognato che è fra i 13 dipendenti che lavorano nella cava. Il ragioniere ha accusato un malore ed è stato portato in ospedale.