Ecobonus 110% anche per la coibentazione dei tetti: come funziona e come ottenerlo

Ecobonus 110% anche per la coibentazione dei tetti: come funziona e come ottenerlo

Secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio, l’ecobonus 110% e sismabonus 110% sono validi già dal 1 luglio. Ossia, tutte le spese relative agli interventi ammessi dal Decreto potranno essere portate in detrazione oppure cedute all’azienda che realizza i lavori (o, nel caso se ne trovi una disposta ad accettarli, a una banca o un istituto di credito).

Resta però un grande punto interrogativo su quali siano gli interventi ammessi, dal momento che il DL Rilancio è ancora in fase di discussione in Parlamento e le linee guida dell’Agenzia delle Entrate devono ancora essere pubblicate. Per questo, continuano ad arrivare precisazioni e novità su quali siano i lavori che daranno diritto allo sgravio fiscale del 110%.

Gli ultimi chiarimenti del Governo, ad esempio, riguardano le cosiddette “superfici opache”, uno degli interventi trainanti che dovrà essere effettuato necessariamente per poter ottenere il superbonus ristrutturazioni. Con i nuovi chiarimenti, anche la coibentazione dei tetti darà diritto all’ecobonus.

Ecobonus coibentazione tetti: le nuove regole del Governo

Stando agli ultimi chiarimenti dell’Esecutivo, anche la coibentazione dei tetti è uno degli interventi trainanti. Nella prima stesura del provvedimento, le sole superfici opache davano diritto al bonus erano quelle orizzontali e verticali. Ossia, i pavimenti del terrazzo e le mura esterne dell’abitazione.

Con l’ultima interpretazione dell’Esecutivo, invece, anche le superfici opache inclinate fanno parte degli interventi trainanti. In questo modo, vengono incluse tutte le tipologie di coperture delle abitazioni, indipendentemente dal fatto che siano orizzontali (terrazzi) oppure oblique (i tetti).

Ecobonus coibentazione tetti: come funziona e limiti di spesa

Grazie ai nuovi chiarimenti, dunque, sarà possibile rifare il tetto gratis, usufruendo dello sgravio fiscale del 110%. Ovviamente, non tutti gli interventi daranno diritto agli incentivi statali. I lavori dovranno interessare almeno il 25% della superficie dell’abitazione e dovranno essere impiegati materiali indicati dall’ENEA, che garantiscono un miglior isolamento termico dell’abitazione. Inoltre, gli interventi dovranno garantire il miglioramento delle classi di efficienza energetica dell’edificio.

All’allargamento della platea dei lavori interessati, però, corrisponde anche un abbassamento dei limiti di spesa sui quali ottenere lo sgravio del 110%. Se nella stesura originaria del provvedimento il limite era di 60 mila euro per ogni unità abitativa, ora il limite massimo è di 50 mila euro per 50mila per gli edifici unifamiliari, 40mila per gli immobili da due a otto unità abitative e 30mila euro per gli edifici con più di otto unità. (fonte quifinanza.it)