E' scomparso Foday Camara

E' scomparso Foday Camara

È scomparso oggi nel suo paese, il Gambia, il giovane Foday Camara. Il suo nome non dice nulla alla quasi totalità dei nisseni, dei siciliani, degli italiani. Era giunto in Italia lo scorso mese di Luglio, sbarcato a Lampedusa dopo un lungo viaggio attraverso una buona parte dell’Africa sub sahariana, il Sahara, la Libia. Era stato accolto nel progetto Sprar del comune di Caltanissetta gestito dalla associazione i Girasoli.<br />Fuggiva Foday, fuggiva da un paese governato da decenni da uno strano presidente, fuggiva da un destino di miseria. Fuggiva perché cercava un riscatto, una possibilità per sé, per la sua famiglia. Fuggiva con il corpo già minato da un male che non conosceva. Un male che lo ha piegato, ma che non ha sconfitto la sua voglia di sperare, di credere che qui da noi,nel democratico occidente, avrebbe potuto avere una occasione, una possibilità. E la sua nuova vita era cominciata proprio a Caltanissetta, in questa terra che pur vedendo fuggire tanti dei suoi figli è troppo spesso ostile nei confronti dei tanti Foday che qui giungono in fuga da guerre, dittature, miseria, malattia.<br />Vogliamo ricordare Foday, il suo dolce sorriso, la sua timidezza, la sua cortesia. Vogliamo ricordarlo, ma non per scagliare il suo corpo sconfitto contro i tanti, i troppi "non sono razzista pero…" che ormai sentiamo riecheggiare sempre di più nella nostra città. Vogliamo ricordarlo per provare a squarciare il velo di ipocrisia, di ignoranza, di stupidaggine, di razzismo che pare avvolgere la nostra comunità. Vogliamo ricordare Foday e stringerci ai suoi cari, ai suoi amici, stringerci con lui attorno ai familiari di chi ha visto i propri figli inghiottiti dalle acque del mediterraneo. Vogliamo ricordare Foday per ammonire chi pensa di costruire fortune elettorali facendo leva sull’ignoranza e sul razzismo, sulla guerra dei morti di fame contro i morti di fame. Caro Foday le tue e le nostre strade si sono intrecciate ed incontrate per un tratto troppo breve, troppo piccolo il cammino percorso insieme. Eppure abbiamo imparato a conoscerci. Cercheremo i tuoi occhi miti, il tuo sorriso nei tanti volti dei ragazzi e delle ragazze che fuggono e che siamo pronti ad accogliere, e, stanne certo, non ti dimenticheremo. <p style="text-align: right;"><strong>Gli operatori e gli ospiti del progetto SPRAR</strong><br /><strong>L’associazione “I Girasoli”</strong>  

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