E' nato l' Olio Extravergine d’Oliva IGP Sicilia

[embed_video id=89948]Venerdì, 17 giugno, alle ore 9.00, al centro culturale Michele Abbate di Caltanissetta, tutti i produttori ed agricoltori sono invitati a partecipare ad un incontro sull’Olio Extravergine d’Oliva IGP Sicilia, redatto dal tavolo tecnico dell’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole e Alimentari, che segna una decisiva tappa di quella maratona finalizzata al riconoscimento di un marchio di qualità e di identità territoriale certificata e garantita all’origine, che in questi mesi ha visto lavorare in sinergia istituzioni pubbliche regionali e associazioni di categoria. Se la pratica non subirà intoppi nella campagna agricola del prossimo anno debutteranno le produzioni a marchio IGP Sicilia. L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) è – come la DOP – un marchio di qualità, rilasciato dall’Unione Europea su proposta del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che definisce prodotti che si identificano per le caratteristiche peculiari legate proprio alla applicazione di un disciplinare di produzione, di cui sia comprovata l’origine “storica” nel territorio dichiarato nella denominazione. A questo riconoscimento per l’Olio “Born in Sicily” ci si è arrivati anche grazie all’apporto decisivo dell’Associazione per la Tutela dell’Olio Extravergine d’oliva di Sicilia che raggruppa tutte le organizzazioni regionali di rappresentanza dell’intera filiera olearia, dall’uliveto alla bottiglia.
Il disciplinare dell’olio extravergine di oliva IGP Sicilia definisce una serie di regole alle quali tutti i produttori devono attenersi e rappresenta un valido strumento di tutela dei consumatori contribuendo a rendere più difficili fenomeni di contraffazione, consentendo di dare un valore aggiunto ad un prodotto che ha già, nell’Isola, un’evidente importanza sociale ed economica. “Questo disciplinare – ha spiegato l’assessore regionale alle Risorse agricole, Dario Cartabellotta – nasce dalla necessità di tutelare i nostri oli e le cultivar di pregio di cui la Sicilia dispone. Vogliamo evitare fenomeni di contraffazione ma anche che il nostro olio extra vergine d’oliva venga confuso con altri. Per questo abbiamo inserito nel testo tutti quegli elementi che assicurano una tracciabilità del prodotto e la garanzia che l’olio che si può fregiare del marchio IGP Sicilia non solo è imbottigliato nell’isola ma proviene da olive coltivate e molite in Sicilia. Il nostro obiettivo è quello di dare alle produzioni olivicole di tutta la Sicilia un’unica identificazione, anche da un punto di vista di caratteristiche chimico –fisiche, che permetta un salto di qualità e un riscatto economico per tutto il settore, soprattutto per chi coltiva gli uliveti”.
Sarà presente anche Maurizio Lunetta, presidente dell’Associazione per la Tutela dell’Olio Extravergine d’oliva di Sicilia, promotrice del marchio IGP Sicilia.
“Il disciplinare – ha dichiarato Lunetta – contempla tutte le specificità di tutte le zone produttive dell’isola. Il Marchio IGP è una firma sulla riconoscibilità del prodotto born in Sicily e sulla valorizzazione delle specificità produttive dell’Isola. L’obiettivo è quello di costituire attraverso questa denominazione un sistema olivicolo regionale, emulando quanto è avvenuto nel comparto vitivinicolo siciliano, che garantisca un valore aggiunto all’immagine e a tutti i protagonisti della filiera”.
Il controllo sulla conformità della produzione al disciplinare stesso sarà affidato all’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia (IRVOS), già competente in materia ed ente di certificazione riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

“Il personale competente e preparato dell’Istituto, garantirà la tracciabilità del prodotto secondo il disciplinare conformemente a quanto stabilito dai regolamento comunitari vigenti. Grazie al marchio IGP Sicilia contiamo di accrescere la quantità di prodotto a denominazione contribuendo ad aumentare la percezione della qualità delle produzioni olearie siciliane”.

Il Disciplinare dell’Olio Extravergine d’Oliva IGP Sicilia
Il disciplinare dell’olio extravergine di oliva IGP Sicilia segna in 10 articoli, con precisione, il percorso di qualità per la valorizzazione dell’olio isolano, fissando i criteri ai quali attenersi perché un olio extravergine possa essere identificato con questo marchio di tutela.

In particolare, il documento stabilisce all’articolo 2 le varietà di olive dalle quali deve essere ottenuto (Aitana, Biancolilla, Bottone di Gallo, Brandofino, Calatina, Cavalieri, Cerasuola, Crastu, Erbano, Giarraffa, Lumiaru, Marmorigna, Minuta, Moresca, Nasitana, Nerba, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Nocellara Messinese, Ogliarola messinese, Olivo di Mandanici, Piricuddara, Santagatese, Tonda Iblea, Vaddarica, Verdello, Verdese, Zaituna) e all’articolo 3 le zone di produzione. Di fondamentale importanza è l’articolo 4 dove viene stabilito che ogni fase della produzione sia monitorata garantendo la tracciabilità del prodotto attraverso l’iscrizione in appositi elenchi delle particelle catastali sulle quali avviene la produzione, dei produttori, dei frantoiani e dei confezionatori.

Le produzioni a marchio IGP Sicilia, secondo l’articolo 5, devono provenire da oliveti coltivati secondo le modalità proprie della zona in cui ricade, in modo da conferire all’olio stesso delle specifiche caratteristiche qualitative. Ciò che ha contribuito, negli anni, all’ottima reputazione dell’olio extravergine di oliva siciliano, infatti, oltre alle condizioni pedoclimatiche del territorio e ad un microclima eccezionale che hanno dato vita ad un’ampia diversificazione varietale, sono la sapienza e la capacità dei produttori in grado di utilizzare tecniche agronomiche spesso tramandate di padre in figlio, ma migliorate nel tempo con ricerca e innovazione. La raccolta delle olive deve avvenire nel periodo compreso tra l’1 settembre e il 30 gennaio e la produzione unitaria massima consentita non può superare i cento quintali di olive per ettaro. Le operazioni di oleificazione devono essere effettuate entro le 48 ore dalla raccolta, esclusivamente in impianti di molitura siciliani e la raccolta delle olive deve avvenire direttamente dalla pianta manualmente o con mezzi meccanici. Per l’estrazione dell’olio sono ammessi solo processi meccanici o fisici e la resa massima delle olive in olio non può superare il 24 % (articolo 6).

Il controllo di conformità del prodotto al disciplinare è assicurato dall’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia, che all’articolo 8, in conformità ai regolamenti comunitari vigenti, è nominato organismo di controllo. L’olio a marchio IGP Sicilia, all’atto dell’immissione sul mercato, dovrà possedere delle caratteristiche che dovranno rispondere , secondo l’articolo 9, ad analisi chimiche inerenti, tra gli altri parametri, l’acidità (max 0,5% di acido oleico), il numero di perossidi (max ≤ 12 Meq02/Kg), i polifenoli totali (≥100 mg/kg) e gli Alchil-esteri (< 30mg/kg). Infine, l’articolo 10 disciplina l’etichettatura e stabilisce che tutte le operazioni di confezionamento degli oli che si fregiano del marchio IGP Sicilia devono avvenire nell’ambito della Regione Sicilia. La Sicilia è la terza regione d’Italia per produzione dopo Puglia e Calabria, con circa 20 milioni di piante su circa 185 mila ettari. La produzione d’olive si attesta mediamente su circa 3 milioni di quintali, che producono mediamente 50 mila tonnellate di olio con un fatturato alla produzione di circa 220 milioni di euro e di 500 milioni al consumo. Un comparto presente in tutte le province siciliane con una forte presenza di produzioni biologiche (circa 16 mila ettari gli oliveti biologici).