Covid: Zone rosse, arancioni e gialle. Cosa cambia

Covid: Zone rosse, arancioni e gialle. Cosa cambia

Il premier Conte ha annunciato l’ultimo, per ora, decreto. E annuncia quali regioni vengono inserite nelle varie fasce di rischio: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta rientrano nelle zone rosse (ad alto rischio), Puglia e Sicilia vengono inserite in quella arancione (intermedio) e tutte le altre in quella gialla (con criticità moderata), cioè Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Toscana, Molise, Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano. Conte ha aggiunto: “Se introducessimo misure uniche in tutta italia produrremmo un duplice effetto negativo, non adottare misure veramente efficaci dove c’è maggior rischio e imporremo misure irragionevolmente restrittive dove la situazione è meno grave”. Poi la precisazione: “Non ci sono territori che possono sottrarsi” alle misure restrittive, “la pandemia corre ovunque”. Nelle zone rosse Chiudono da venerdì, 6 novembre, bar, pasticcerie, ristoranti, mercati e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e – fino alle 22 – la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. Chiusi i negozi a eccezione di alcune categorie: tra gli altri, alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, negozi per bambini e neonati, fiorai, negozi di biancheria, negozi di giocattoli, librerie, cartolerie, negozi di prodotti informatici, articoli sportivi, calzature, ottici, negozi di ferramenta, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i mercati non alimentari. Nelle zone arancioni : È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle regioni, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.  È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune;

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie);

Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; Chiuderanno musei, mostre e luoghi di cultura; Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;Didattica a distanza al 100% per le superiori.

I corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza; Riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici, con esclusione del trasporto scolastico dedicato; Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;

Chiudono i corner per le scommesse e giochi ovunque siano (bar, tabacchi ecc);

Sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica;

Nella pubblica amministrazione vanno assicurate le percentuali più elevate possibili di lavoro agile;

Efficacia dal 6 novembre per almeno 14 giorni. Nelle zone gialle:

È consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. Palestre e piscine sono chiuse: l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati sono consentite con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli. Si torna al 50% su bus e Treni regionali. Dopo cinema e teatri, chiusi anche musei e mostre. Stop a tutti i concorsi pubblici, compreso l’enorme e atteso concorso per la scuola, fatta eccezione per quelli relativi all’assunzione del personale sanitario. Consentito l’accesso nelle aree verdi, rispettando la distanza di un metro e il divieto di assembramenti. Bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie sono aperti ma fino alle 18. Dopo è consentita la consegna a domicilio e fino alle 22 si può prendere cibo da asporto ma non si può consumarlo nelle adiacenze del rivenditore o all’aperto. I centri commerciali sono aperti ma solo fino al venerdì e nei giorni festivi sono chiusi. Didattica a distanza nelle scuole superiori perchè la circolazione del virus è maggiore tra i ragazzi tra i 14 e i 19 anni, stando ai dati rilevati dal ministero della salute. Saranno fatti salvi i laboratori e le attività dedicate ai ragazzi disabili e a chi ha bisogni educativi speciali. Durante la giornata non ci sono limiti negli spostamenti ma alle 22 scatta il coprifuoco. Dopo le 22 è possibile uscire soltanto per “comprovate esigenze” dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.

È necessario avere l’autocertificazione. Il modulo va compilato con le generalità e il motivo dello spostamento e consegnato in caso di controllo. Se si tratta di un’urgenza non si deve indicare il nominativo delle persona da cui si va per motivi di privacy.