Conte va verso il coprifuoco alle 22. Dieci regioni a rischio lockdown

Conte va verso il coprifuoco alle 22. Dieci regioni a rischio lockdown

Il presidente del Consiglio vuole evitare una chiusura generalizzata, ma è pronto a introdurre nuove regole per bar e ristoranti. Le aziende premono: meglio una serrata adesso e non uno stop a Natale, che rischia di costare fino a 16 miliardi di perdite a settimana. Si litiga sulla didattica a distanza. I numeri dei contagi da Covid continuano a crescere. Ma il governo vuole evitare un secondo lockdown nazionale. Così, sulla scia delle misure adottate in Francia, si ragiona su un possibile coprifuoco alle 10 di sera per provare a calmierare la curva del virus – scrive il Corriere. La paura è che i provvedimenti appena varati non bastino a evitare il peggio. Con le aziende che nel frattempo premono: meglio la stretta adesso e non il lockdown a Natale, che rischia di costare fino a 16 miliardi di euro a settimana, affossando l’economia nazionale. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sembra voler escludere l’ipotesi di una chiusura, proprio ora che l’economia mostra qualche segno di ripresa. La strategia è di aspettare due o tre settimane per capire gli effetti delle nuove misure del dpcm. Ed eventualmente introdurre una serrata per fine ottobre, così da scongiurare lo stop durante le feste di Natale. Il premier però starebbe ragionando, con scienziati e ministri, sull’ipotesi di introdurre altre regole restrittive, sulla falsariga di quelle adottate da Emmanuel Macron in Francia. Ovvero il coprifuoco serale. Il consiglio dei ministri previsto per domani dovrebbe portare dunque un nuovo provvedimento che imporrebbe a bar, ristoranti e altri esercizi pubblici di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, con controlli e multe per chi non rispetta le regole. Ma se sulla proposta di estendere lo smart working per evitare la ressa sui bus sono tutti d’accordo, tra governo e Regioni e anche dentro la maggioranza si litiga sulla didattica a distanza per le scuole superiori. I presidenti delle Regioni – soprattutto dopo che il governatore Vincenzo De Luca ha chiuso le scuole in Campania mandando su tutte le furie la ministra Lucia Azzolina – continuano a insistere. E il Pd ha proposto il 50% di didattica digitale nei licei, alternando casa e scuola. E se l’onda lunga del virus spaventa la Campania, da Nord a Sud si susseguono le ordinanze restrittive. Una serie di chiusure che potrebbero essere solo l’anticipo di veri e propri lockdown locali. Visto che il Report del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità indica che ben dieci regioni sono a un livello di rischio «moderato», ma «ad alta probabilità di progressione rapida». In questo momento sono a rischio Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta, quest’ultima con l’Rt più alto (1,53), seguita dal Piemonte con un Rt a 1,39.