Consulenti del Lavoro e Jobs Act: ridisegnare il rapporto di lavoro

[embed_video id=56445]La nuova legge sul lavoro, “Jobs Act”, entrata in vigore il 1° marzo 2015, non ha alcuna intenzione di lasciare la scena. Lo dimostra l’ennesimo seminario sull’argomento, organizzato dall’Ordine dei Consulenti del lavoro di Caltanissetta e svoltosi venerdì 15 gennaio presso la sala conferenze di Villa Barile. A dare lustro alla manifestazione, coordinata da Rosario De Luca, la presenza dei vertici del Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro, della Fondazione Consulenti del Lavoro e di altre realtà nazionali che, con il lavoro, hanno uno strettissimo rapporto. Rilevante la presenza del prof. Maurizio Del Conte docente presso il Dipartimento di Studi Giuridici all’ Università Bocconi e da poco nominato presidente dell’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro).
Com’era prevedibile e come sempre succede quando cambiano le leggi, la nuova legge sul lavoro ha lasciato dietro di sé molti scontenti. Causa prima il fatto che, relativamente alla protezione contro il licenziamento facile, si sono instaurati due pesi e due misure: coloro che sono stati assunti prima dell’entrata in vigore del Jobs Act (1° marzo 2015) continueranno a essere protetti nei limiti previsti dalla precedente normativa; coloro che, invece, sono stati assunti dopo la suddetta data, potranno essere licenziati contro un corrispettivo in denaro. Di contro, è stato affermato in coro, grazie anche agli incentivi concessi dal punto di vista contributivo, sono aumentate le assunzioni, o meglio le trasformazioni dei contratti anomali, in contratti a tempo indeterminato. Purtroppo, oggi, questo incentivo è stato ridotto del 50%.
“Sostanzialmente – ha detto il prof. Del Conte presidente dell’ANPAL – noi abbiamo avuto delle politiche di sostegno nella disoccupazione quindi di mantenimento della disoccupazione che, credo, abbiano avuto anche un significato politico. La dipendenza dal sussidio pubblico genera consensi e riconoscenza elettorale. La svolta va proprio nel senso di rinunciare a “quell’approccio” e passare a una cosa del tutto diversa”. Ha poi spiegato quali sono i compiti dell’ANPAL di cui ha assunto da poco la responsabilità, sottolineando che le ”Politiche Attive” rappresentano l’azione del lavoratore che viene stimolato ad attivarsi per trovare un posto di lavoro attraverso l’accompagnamento in cui entra in gioco l’operatore, pubblico o privato, nel dare una mano nell’orientare, formare e riqualificare il lavoratore che ha perso il posto di lavoro”.