Coniugi uccisi a Palagonia, c'è un secondo indagato

Coniugi uccisi a Palagonia, c'è un secondo indagato

C’è un secondo indagato per il duplice omicidio di Palagonia, in cui sono stati uccisi i coniugi Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, di 68 e 70 anni. Sott’inchiesta, ma a piede libero, c’è un altro ospite del Cara di Mineo. Si tratta di un maliano di 23 anni, Mouhamed Camara. Il giovane è accusato in concorso con Mamadou Kamara – l’unico arrestato per il delitto – di omicidio, violenza sessuale e rapina. La procura ha disposto sul corpo del maliano, individuato dalla squadra mobile di Catania nelle prime ore dopo l’efferato omicidio del 30 agosto scorso, alcuni accertamenti da parte della polizia scientifica. A coordinare l’inchiesta è il capo della procura Giuseppe Verzera. Sul corpo dell’indagato è stata eseguita un’ispezione personale per verificare se nella villa dell’orrore quella notte c’era anche lui. Di certo, come è emerso dalle prime indagini sul telefonino dell’ivoriano Kamara, il maliano era stato raggiunto da una telefonata. E’ per questo che per un intero giorno era rimasto sotto torchio negli uffici della polizia. Adesso c’è attesa per i nuovi accertamenti che potrebbero svelare la presenza di una seconda persona che avrebbe massacrato i due coniugi per una rapina. Sul ruolo dell’ivoriano, in un primo momento, erano sorti diversi dubbi da parte degli uomini della squadra mobile di Catania, coordinata dal dirigente Antonio Salvago. Il procuratore Verzera non ha nemmeno escluso la partecipazione all’omicidio di complici esterni che avrebbero indicato la villa da svaligiare. I coniugi Solano sono stati uccisi con crudeltà. Prima picchiati e massacrati con un cacciavite, una tronchese e uno sgabello. La donna, poi, dopo la morte del marito, è stata anche violentata dall’ivoriano e buttata giù dal balcone della villa in via Palermo. La figlia sin da subito, dopo l’arresto dell’ivoriano di 18 anni, aveva chiesto più sicurezza in città e all’interno del Cara, ma si era anche scagliata contro il governo. A difendere la famiglia Solano è l’avvocato Francesco Manduca, mentre l’ivoriano è assistito da Gianna Catania. Ai funerali della coppia di anziani, tre giorni dopo il massacro, partecipò tutto il paese che si è scagliato contro gli immigrati chiedendo alle istituzioni maggiori controlli.