Confiscati beni ad un esponente di spicco di “cosa nostra” di Niscemi

Confiscati beni  ad un esponente di spicco di “cosa nostra” di Niscemi

Stamane, personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Caltanissetta, in esecuzione al decreto emesso in data 16.12.2015 dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, ha proceduto alla confisca, di beni immobili e mobili, rientranti nella disponibilità di Giugno Giancarlo Maria Lucio, nato a Niscemi l’1.1.1959, ivi residente,  in atto detenuto, il cui valore ammonta ad alcune centinaia di migliaia di euro, già sequestrati al predetto con decreto del 24.6.2013, su proposta del Questore di Caltanissetta datata 13.6.2013.  In particolare, nel corso dell’operazione, sono stati confiscati, poiché frutto dell’attività illecita compiuta dal Giugno Giancarlo Maria Lucio, beni immobili (fabbricati) e mobili registrati (automezzi).  I beni sottoposti a confisca nella piena disponibilità del predetto Giugno erano intestati anche persone unite al predetto da stretti vincoli di parentela.  Con il provvedimento in parola è stata, altresì, disposta la restituzione di alcuni beni, già in sequestro con decreto del 24.6.2013.  GIUGNO Giancarlo Maria Lucio, è stato più volte tratto in arresto nell’ambito delle operazioni di polizia denominate “Leopardo” (anno 1992), “Rinascita” (1992), “Ricostruzione” (2001), “Apogeo” (2004), “Plebis” (2007), “Rewind” (2013), eseguite da personale di questa Squadra Mobile, poiché sottoposto ad indagini per associazione mafiosa, estorsioni, omicidio e danneggiamenti vari, con l’aggravante di aver fatto parte dell’associazione mafiosa denominata “cosa nostra”, con il compito di avere promosso, diretto ed organizzato l’associazione stessa.  GIUGNO Giancarlo Maria Lucio, con sentenza del 15.4.1999 della Corte di Appello di Caltanissetta, irrevocabile il 26.5.2001, è stato condannato alla pena di anni 8 di reclusione,  poiché riconosciuto colpevole del delitto di associazione mafiosa, nonché è stato condannato il 23.3.2004 con sentenza della Corte di Appello di Catania, divenuta irrevocabile l’8.4.2004, alla pena di anni 1 e mesi 8 di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione in concorso.  Inoltre, con sentenza del 13.5.2004 della Corte di Appello di Caltanissetta, divenuta irrevocabile il 24.12.2004, è stato condannato alla pena di anni 10 di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla al traffico di sostanze stupefacenti.