Canicattì: Ai domiciliari in casa dei suoceri il bracciante accusato di avere violentato la figlia. La moglie lo difende

Canicattì: Ai domiciliari in casa dei suoceri il bracciante accusato di avere violentato la figlia. La moglie lo difende

Il gip del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, accogliendo l’istanza formulata dall’avvocato Angela Porcello, ha scarcerato e posto agli arresti domiciliari il 43enne di Canicattì, bracciante agricolo, accusato di aver violentato la figlia minorenne di 13 anni in tre occasioni. L’indagato ha lasciato il carcere di San Cataldo  dove si trovava da una settimana ed è stato collocato ai domiciliari in casa dei suoceri, con l’obbligo di portare il braccialetto elettronico. Per il giudice “le residue, ma pur rilevanti, esigenze cautelari possono essere adeguatamente garantite mediante la misura cautelare degli arresti domiciliari”. “Mia figlia si è inventata tutto, non l’ho mai violentata”l’uomo ha sempre negato tutto, difeso anche dalla moglie e dall’altra figlia maggiorenne. La tredicenne ha raccontato ad un’amica di avere subito, in tre circostanze, abusi sessuali da parte del padre.La coetanea ha denunciato successivamente tutto ai carabinieri, che hanno avviato le indagini sentendo anche la presunta vittima. L’adolescente ha confermato gli episodi di violenza, tutti commessi nell’anno in corso, di cui sarebbe stata vittima in un contesto familiare, all’apparenza del tutto normale e senza contrasti fra i componenti.