Caltanissetta, “Onde donneinmovimento”: lettera aperta ai candidati sindaco

Caltanissetta, “Onde donneinmovimento”: lettera aperta ai candidati sindaco

L’associazione Onde donneinmovimento , da sempre impegnata a far si che la differenza di genere assurga ad elemento di ricchezza della società in qualsiasi ambito, anche in questa competizione elettorale, così come nelle precedenti, non intende sottrarsi ad una responsabilità sentita come diritto-dovere e quindi intende fornire un contributo di genere per l’elaborazione di un programma partecipato, che non prescinda da quanto le donne esprimono in termini d’intelligenza, capacità, competenza, fantasia, creatività.
Per questi motivi vogliamo focalizzare l’attenzione dei cittadini e delle cittadine e di chi si candida a rappresentarli, su alcune questioni che riteniamo imprescindibili per dare alla vita cittadina valore, respiro, lucidità, consapevolezza, responsabilità.

I principi ispiratori di questo documento sono
• la diversità di genere: per smascherare scelte neutre che nascondono soluzioni esclusivamente maschili;
• la partecipazione: per evitare che prevalga l’interesse particolare sull’interesse generale, la delega sulla responsabilità;
• la legalità: per garantire sicurezza e un sistema di regole condivise per la salvaguardia, l’incremento e l’uso dei beni comuni;
• la laicità: per tutelare pensieri, identità, visioni del mondo e della vita diverse; per lasciare che le persone scelgano in libertà; per favorire comprensione e condivisione nel rispetto e nell’accettazione della molteplicità.
Da cittadine attive e interessate vi proponiamo di inserire e/o valorizzare nei vostri programmi elettorali i seguenti punti:

Politiche solidali e d’accoglienza
Diciamo no a chi alimenta le paure del “diverso”, convinte che le questioni delle migrazioni siano strettamente legate ai temi della solidarietà con le componenti sociali più deboli, della lotta all’esclusione e alla discriminazione.
Bisogna che l’istituzione Comune potenzi e coordini sul territorio le “buone pratiche” di chi già condivide l’impegno in favore dei migranti e di tutte le persone che soffrono il mancato riconoscimento dei diritti fondamentali (lavoro, salute, case, istruzione, ambiente) e che subiscono meccanismi iniqui di distribuzione della ricchezza.
Vogliamo uguali opportunità per tutte le persone senza alcuna differenza in base alla loro provenienza nazionale; vogliamo che siano garantiti e tutelati i diritti di tutte/i come affermato nella nostra Costituzione.
Vogliamo che siano riconosciute laicità e fedi religiose: non è più possibile amministrare una città multietnica che non sia anche multireligiosa e che non preveda la possibilità per tutti di avere spazi dignitosi e idonei all’esercizio della propria fede. La presenza di fedi diverse rende necessaria e indispensabile la assoluta laicità delle istituzioni che hanno l’obbligo di dare risposte anche a chi non ha fede; è tempo che la pietà trovi anche altri modi per esprimersi oltre le tombe e i mausolei, sempre più persone desiderano essere cremate, è tempo che Caltanissetta si doti di un Crematorio.

Politiche di conciliazione
Conciliare TEMPI, ORARI e SERVIZI della città a misura di donne, famiglie, anziani, utilizzando le risorse dei Fondi Europei per i servizi di conciliazione. La realizzazione di tali politiche risulta prioritaria per la qualità della vita delle famiglie e comincia dal nodo culturale del riequilibrio dei carichi di cura all’interno della coppia per arrivare all’organizzazione del lavoro e dei tempi delle città, al coordinamento dei servizi d’interesse pubblico, alla fornitura di servizi di cura e di supporto per bambini, anziani e persone con disabilità, con un’attenzione sia all’accessibilità dei servizi sia alla loro qualità e alla loro sostenibilità economica; è necessario adottare politiche di genere per programmare, scegliere e decidere, sempre in qualsiasi spazio e ambito, comprendere che esse debbono investire anche le scelte inclusive sia per le persone diversamente abili che sono donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini, sia per le diverse culture che, come già in altri momenti della nostra storia, portano ricchezza e conoscenza.

Abitare la Città
Lo sviluppo urbano degli ultimi 50 anni ha fallito, l’urbanistica con tutte le sue regole e regolamenti, numeri e parametri ha fallito il suo compito. Le città in generale, per gran parte dei loro spazi, sono brutte, la loro vivibilità è spesso al limite del collasso, Caltanissetta non fa eccezione perciò occorre ripensare il suo modello di sviluppo programmando e attuando:
– il riuso di tutti gli edifici pubblici esistenti e utilizzo del già costruito per allocare servizi, uffici, piccoli centri commerciali;
– il decentramento delle scuole in modo che alunni e alunne, studenti e studentesse, possano andare a piedi, o con i mezzi pubblici, invertendo il processo di “accorpamento” di questi ultimi anni, questo non è in contraddizione con gli accorpamenti amministrativi che possono essere mantenuti se funzionali;

– la chiusura alle auto private di quante più strade possibile e il contestuale potenziamento dei servizi pubblici urbani, la loro implementazione, l’intensificazione delle corse e la loro puntualità oraria;
– l’utilizzo di nuovi materiali e nuove tecniche costruttive, per costruire strutture agili e che si possano cambiare riutilizzando i materiali, senza l’incubo dello smaltimento;
– la creazione di spazi verdi fruibili, luoghi di serenità e ristoro, luoghi d’incontro protetti e sicuri, luoghi nei quali ci siano servizi per piccoli e piccolissimi, in cui “madre” sia una condizione temporanea alla quale fornire supporto concreto;
– una comunicazione pubblica efficiente ed efficace, aggiornata in tempo reale anche per coloro che non sono in grado di utilizzare le nuove tecnologie, con l’uso di display che segnalino interruzioni, cambi di circolazione, variazioni di orari, traffico, disponibilità di parcheggi.

Linguaggio di genere nella Pubblica amministrazione
E’ necessario riflettere sull’importanza delle scelte linguistiche che si effettuano per mostrare o celare la rappresentanza femminile. Il cambiamento sostanziale dell’atteggiamento culturale nei confronti delle donne, passa anche attraverso le scelte linguistiche, pertanto è necessario attivare percorsi di formazione rivolti a tutto il personale comunale sull’uso corretto del linguaggio di genere e sulla semplificazione del linguaggio amministrativo. In ambito istituzionale bisogna impegnarsi nella diffusione delle conoscenze e nella formazione delle dipendenti e dei dipendenti, prendendo esempio da comuni virtuosi che hanno attivato corsi di formazione del personale per l’uso del linguaggio di genere nella pubblica amministrazione, condotti da docenti altamente qualificati.
Sebbene la modulistica in genere sia standard poiché basata su norme regionali e/o nazionali e sia utilizzata in formati identici da molte Amministrazioni, nessuna di esse può sottrarsi alla responsabilità di intervenire con le modifiche necessarie qualora essa si riveli inadeguata.
Valga per tutti l’esempio di un modulo adottato dal Settore dei Servizi sociali per la concessione di contributi a favore di “Minori illegittimi o riconosciuti dalla sola madre”. Riteniamo che tale modulo sia, nell’oggetto, fortemente lesivo nei confronti dei due soggetti citati. Si chiede, quindi la sua modifica, e/o di sollevare la questione presso le sedi competenti, proponendo la revisione della legge regionale.

Toponomastica femminile
L’Associazione Toponomastica femminile – che conta oltre 6000 aderenti e il patrocinio dell’ANCI – attraverso ricerche di storia locale e censimenti toponomastici, segnala e suggerisce alle Amministrazioni Comunali figure femminili meritorie di intitolazioni stradali, affinché i luoghi urbani offrano nuovi modelli di riferimento alle giovani generazioni, alternativi a quelli proposti dai mass media e dai social, spesso sessisti. Da alcuni anni Onde donneinmovimento è socia del gruppo, e condividendone gli obiettivi, ha individuato, richiesto e in qualche caso ottenuto intitolazioni a donne significative per recuperarne la memoria spesso oscurata sia in ambito locale che nazionale ed internazionale. Sentiamo come una nostra responsabilità continuare quest’azione anche nei confronti della prossima amministrazione comunale per ottenere il riequilibrio di genere nella toponomastica cittadina. Analoga attività deve essere promossa per nuovi monumenti e statue.

Partecipazione
L’adozione della democrazia partecipativa a fianco di quella rappresentativa consente a cittadine e cittadini singoli e associati di collaborare responsabilmente all’amministrazione comunale, nel rispetto delle diverse funzioni, di favorire l’inclusione dei soggetti deboli e l’emersione di interessi diffusi o scarsamente rappresentati, di valorizzare le competenze e le professionalità di cittadini e cittadine e la loro la capacità progettuale nei processi di attuazione
delle politiche locali.
Onde donne in movimento continuerà ad impegnarsi attivamente in quest’ambito e chiede ai candidati sindaci di prendere impegni precisi per l’attivazione di tutti gli strumenti di partecipazione:
– immediata riattivazione delle Consulte Comunali contestualmente all’insediamento della Giunta;
– approvazione del Regolamento della partecipazione che accolga osservazioni e suggerimenti già proposti dalle Consulte Comunali;
– istituzione della Consulta della laicità;
– istituzione della Consulta degli immigrati e dei Migranti;
– adozione di strumenti idonei al coinvolgimento di un crescente numero di persone nel processo inerente il Bilancio partecipativo;
– nomina dei Comitati di gestione degli Asili Nido ai sensi del vigente regolamento nelle more della necessaria modifica dello stesso.

Contrasto alla violenza di genere
L’esistenza del Centro Antiviolenza, la sua attività di prevenzione, il sostegno alle donne e ai/alle minori vittime di violenza, deve essere compresa nelle azioni volte alla sicurezza delle persone e del territorio; è necessario porre particolare attenzione al raggiungimento dell’autonomia delle donne seguite dal Centro attraverso il lavoro, mettendo in campo politiche attive e affinando la capacità di accedere ai finanziamenti previsti a tale scopo nelle normative regionali, nazionali ed europee.
Particolare impegno deve essere posto nel promuovere, attraverso un ruolo attivo di partecipazione e sostegno, il lavoro di rete di tutte le Istituzioni ed Agenzie che fanno parte del Tavolo Interistituzionale costituito dalla prefettura in data 27/01/2017 per la” Promozione di Strategie condivise finalizzate ad Azioni di Contrasto alla violenza nei confronti delle donne”.

Sicurezza
Offrire sicurezza è questione molto seria e delicata, perché, se è vero che il problema esiste è vero anche che non può essere affrontato solo in termini repressivi e di autodifesa più o meno armata, perciò la risposta può essere:
– l’illuminazione, ma nel giusto modo che concorra il meno possibile all’inquinamento luminoso;
– l’attivazione di numerose telecamere;
– rendere viva la città, dando a tutte le donne e le ragazze la possibilità di uscire di casa per andare in posti accoglienti e sicuri anche con l’uso delle nuove tecnologie, wi fi pubblico e gratuito, internet point.

Ancora una volta ribadiamo la richiesta di disarmare gli agenti della Polizia Municipale, continuando a ritenere che la maggiore disponibilità di armi ancorché legittimamente detenute, concorra de facto all’uso delle stesse, predeterminandone un uso improprio o un vero e proprio abuso; a distanza di tanti anni dall’approvazione della norma che ha armato gli /le agenti della Polizia Municipale di Caltanissetta è necessaria una valutazione sui costi e benefici che la stessa ha prodotto e trarne le dovute conseguenze.

Politiche demografiche
Predisposizione di strumenti idonei a trattenere e attrarre persone giovani nel nostro territorio con particolare riferimento a politiche abitative di favore e atte al ripopolamento del centro storico; individuazione, al contempo, di politiche sociali che mirino alla valorizzazione ed alla integrazione delle persone anziane, in chiave di promozione della loro autonomia e socialità, attraverso associazioni, attività socialmente utili, punti di aggregazione e assistenza domiciliare in caso di necessità.

Politiche di sviluppo
Congruo utilizzo dei Fondi Strutturali Europei per supportare lo sviluppo economico e sociale (attraverso il finanziamento delle infrastrutture, degli aiuti alle imprese, specie nel settore dell’innovazione tecnologica, e delle politiche sociali di inserimento lavorativo, occupabilità, adattabilità e pari opportunità) e dei Fondi Settoriali per implementare ad esempio, la ricerca e l’innovazione tecnologica, tutelare l’ambiente, supportare l’imprenditorialità e il life long learning.
Per Onde donneinmovimento
La Portavoce
Lidia Trobia

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