Caltanissetta, “Giustizia per Adnan”: La UILA aderisce alla manifestazione promossa per venerdì dalla “Casa delle Culture e del Volontariato”

Caltanissetta, “Giustizia per Adnan”: La UILA aderisce alla manifestazione promossa per venerdì dalla “Casa delle Culture e del Volontariato”

“Chiediamo giustizia per Adnan. Chiediamo che da Caltanissetta parta un movimento di impegno civile capace di scuotere la Regione, perché anche la Sicilia possa finalmente avere una legge contro lo sfruttamento lavorativo. Una legge nel nome di Adnan Siddique!”. Lo scrivono i segretari generali di Uila Sicilia e Uila Caltanissetta-Enna, Nino Marino ed Enzo Savarino, annunciando l’adesione dell’organizzazione Uil dei lavori agroalimentari alla manifestazione che si terrà venerdì sera a Caltanissetta su iniziativa della “Casa delle Culture e del Volontariato” per chiedere giustizia e verità sull’omicidio di Adnan Siddique. Il lavoratore, stando a una accreditata pista investigativa, è stato assassinato da un’organizzazione criminale che controlla le attività di caporalato nel Nisseno sfruttando i braccianti stranieri.

Nino Marino ed Enzo Savarino, che ricordano come la Uila “unitariamente con Fai e Flai abbia sollecitato un incontro urgente al presidente Nello Musumeci per un percorso condiviso con istituzioni e associazioni datoriali volto all’approvazione di una norma regionale di sostegno alla legge nazionale 199, sottolineano la “necessità di un impegno comune contro i nuovi schiavisti dei campi”.

“Lo rivendichiamo a maggiore ragione oggi – concludono gli esponenti sindacali – che l’emergenza Coronavirus ha creato maggior aspettative, attenzioni e pressioni sul mondo agricolo. Dalla Sicilia, peraltro, facciamo nostri l’appello e la denuncia della nostra organizzazione nazionale e del segretario generale Stefano Mantegazza perché la regolarizzazione dei lavoratori agricoli non venga trasformata da opportunità straordinaria, fortemente voluta dalla Uila, a occasione di profitto illecito per i tanti caporali in giacca e cravatta che, come già avvenuto in passato, sono pronti a vendere i permessi di soggiorno ai clandestini”.