Caltanissetta ed Enna, i beneficiari del RMI possono accedere al Reddito di Cittadinanza

L’audizione, in data odierna, con la V Commissione della Regione, ha chiarito, finalmente, il rapporto tra le due vigenti misure assistenziali quella del Reddito di Cittadinanza (RdC) e quella del Reddito Minimo di Inserimento (RMI) attivo nelle Province di Caltanissetta ed Enna.
In estrema sintesi: i beneficiari del RMI, pur restando a lavorare nei Cantieri di Servizi comunali, possono accedere al beneficio del RdC riscuotendo, quindi, legittimamente la differenza di sussidio stante che il RdC è calcolato su una soglia di povertà superiore (circa 500,00 euro) a quella prevista per i beneficiari del RMI (278,00 euro).
Però, se il predetto parametro di povertà, previsto per i beneficiari del RMI non cambierà e non sarà adeguato a quello del RdC, quelli che avranno usufruito della suddetta integrazione potrebbero, l’anno prossimo, rischiare di non poter presentare la relativa domanda di ammissione ai Cantieri di Servizi di che trattasi, in quanto avrebbero percepito, ovviamente, un reddito superiore a quello previsto per loro.
Questo chiarimento era necessario in considerazione che la Circolare Regionale aveva creato non poca confusione nei Comuni e tra tutti i beneficiari del RMI, ma non era la rivendicazione più importante per lo SNALV che chiedeva con forza ai componenti della suddetta Commissione, ai deputati e ai Sindaci presenti, di attivare con estrema urgenza un TAVOLO TECNICO al fine di superare la trappola della povertà in cui operano i beneficiari del RMI.
E’ necessario superare l’attuale normativa regionale (L.R. 5/2005), ha sostenuto il Segretario Provinciale dello SNALV Manuel Bonaffini, che nei fatti consente ai Comuni, ormai da più di 15 anni, di sfruttare questi lavoratori. Infatti per il loro lavoro, diventato ormai indispensabile per l’erogazione dei servizi comunali, sono retribuiti con un sussidio familiare molto, ma molto meno della metà di quello previsto nei Contratti di Lavoro. Un vero e proprio lavoro a nero, una vergogna che calpesta la dignità e la professionalità acquisita dagli stessi. Il lavoro deve essere retribuito a norma di Contratto e non può essere legato al nucleo familiare.
La riunione si concludeva con l’impegno del Presidente della Commissione sopra menzionata di convocare a breve il Tavolo Tecnico in argomento.
Lo SNALV, comunque, non abbasserà la guardia e se necessario mobiliterà i lavoratori per questa battaglia di giustizia e di civiltà.