Caltanissetta e l’accessibilità mortificata. Accorato appello di una madre a tutti i colori politici della città

Caltanissetta e l’accessibilità mortificata. Accorato appello di una madre a tutti i colori politici della città

La disabilità molto spesso viene mortificata da barriere architettoniche che ancora esistono e persistono.

Ma anche laddove l’ostacolo è stato rimosso, per far posto a quegli strumenti che consentono l’accesso ai diversamente abili, ecco che arriva l’amara scoperta. Ne sa qualcosa una nissena, madre di una splendida bambina speciale di 11 anni, che ha dovuto fare i conti con la cattiva manutenzione delle pedane mobili che permettono a chi non riesce a deambulare di salire ai piani superiori. Non stiamo parlando di un comune locale di Caltanissetta quanto piuttosto di Palazzo Moncada che ospita vari eventi, tra i quali la mostra di Salvador Dalì che proprio ieri la bambina in questione, insieme alla scolaresca, era in procinto di visitare. In un accorato appello postato su facebook Alessandra, madre della piccola, esordisce così: “Oggi più che mai mi sento mortificata e sdegnata di essere nissena”. Ma cerchiamo di capire cosa è successo. Secondo Alessandra la scuola, prima di andare alla mostra, ha chiesto informazioni sull’accessibilità del Palazzo che, a quanto pare, è stata garantita. Ma arrivati lì, mentre la signora Alessandra cercava parcheggio, le insegnanti e l’assistente hanno collocato la carrozzina sulla pedana mobile…e qui, la prima, amara sorpresa.
La pedana funziona a singhiozzi, arrestandosi a metà circa del percorso e di fatto bloccando la bambina. A questo punto la piccola viene presa in braccio e accompagnata dai compagni, mentre la carrozzina rimane sulla pedana. Nel frattempo dovendo salire ancora, viene chiamata l’assistenza e con una normale sedia sistemata alla meno peggio, cercano di far procedere la bambina sulla seconda pedana, anche questa però funziona a stento.
Mamma Alessandra, che fortunatamente ha trovato parcheggio, entrata a Palazzo Moncada vede la scena pietosa di sua figlia seduta su una normalissima sedia, accomodata su una pedana, che a singhiozzi cerca di portare a destinazione la piccola.
Cacciando indietro le lacrime amare, solo come le mamme forti sanno fare davanti ai propri figli, Alessandra sorride alla piccola dicendole che sarebbe andato tutto bene. Quindi va a prendere la carrozzina e la porta alla figlia. Dopo un tempo che sembra infinito riescono, finalmente, a vedere la mostra. Ma il problema si ripresenta per tornare giù. La pedana si blocca, nuovamente, con la bambina sopra. A questo punto, erano le 14, viene sollecitato il
pronto intervento che se ne esce con una sconcertante risposta: possono intervenire solo alle 17. Senza aiuto, dopo svariati tentativi riescono, comunque sia, a sbloccare la pedana e a far scendere la bambina. Alessandra, come tutti i genitori con figli diversamente abili, non ci sta e gridando tutta la sua rabbia scrive: “Questa è solo una delle tante giornate difficili per noi famiglie con disabili” e rivolgendosi alla classe politica di oggi e di domani dice: “Finitela di parlare e fare finta che vi interessi qualcosa, piuttosto agite. Ora che le elezioni sono vicine potete farvi notare, magari guadagnate voti e noi qualcos’altro”. Alessandra, noi abbiamo dato voce al tuo appello. Speriamo che chi di competenza faccia la sua parte.

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