Caltanissetta, “Diamo uno schiaffo alla violenza”: grande successo per il Corso Krav Magà donne

Caltanissetta,  “Diamo uno schiaffo alla violenza”: grande successo per il Corso Krav Magà donne
In occasione del mese contro la violenza sulle donne, si è concluso questa mattina a  Caltanissetta , presso l’ Istituto  Oasi Cristo Rè , dalle ore 09.30/11.30 , un corso esclusivamente Gratuito di Autodifesa –Jujitsu Specialità  Kapap Krav Magà , sistema israeliano di Autodifesa Militare , rivolto alle donne.
Il corso voluto  dal Rotaract Club di Caltanissetta, in collaborazione con il Rotary di Caltanissetta e  la F.I.D.A.P.A. di Caltanissetta, ha avuto come obiettivo quello di evidenziare come le donne, libere da ogni violenza di sorta, sia essa fisica o psicologica, siano in grado di portare un grande contributo alla società .

Per l’occasione è stato scelto come Docente Professionista del settore il Maestro Nisseno Alfonso Torregrossa , Docente Nazionale Csen , Life Coaching , esperto in metodologie di auto-protezione e prevenzione delle aggressioni, capo istruttore Europeo Kapap Krav Magà . Consulente Esperto in Scienze Forensi, Criminologiche e Investigative , riconosciuto dall’Albo Nazionale Professionisti.

“Ho sentito l’esigenza di fare concretamente qualcosa contro la violenza sulle donne – spiega la Dottoressa Deborah Gervasi, prefetto Rotaract Club Caltanissetta, – per imparare a gestire le emozioni e la paura in maniera diversa, ed è stato bello vedere come molte donne , con tante storie diverse, che mi hanno anche raccontato, hanno deciso di mettersi in gioco per imparare a difendersi con un Serio Professionista come il Maestro Torregrossa . Al di là degli obiettivi raggiunti, questa iniziativa ci ha lasciato veramente tanto, creando affiatamento, amicizia e la possibilità di bissare l’esperienza a Gennaio . Con un nuovo spirito, di supporto per quante poi vorranno vivere questa nuova esperienza. Non ci fermiamo qui, è un bel risultato, Grazie al contributo degli esperti istruttori della scuola asd Samurai Dojo di Caltanissetta ,Capitanati dal Maestro Torregrossa ,  Istruttore Lombardo Ferdinando, Grosso Marcello, Carla Labbate , Antonio Ficarra , le donne vengono formate per riconoscere immediatamente le situazioni di pericolo e quindi a riuscire a uscirne con l’autodifesa prefessionale insegnata da chi ha esperienza in campo” .

“Un buon corso di autodifesa femminile , insegnato a tutti i nostri centri affiliati Csen , spiega il Maestro Torregrossa deve, in primo luogo, sviluppare quelle caratteristiche che la donna deve sviluppare per non essere vittima di violenza. Né sulla strada, né in famiglia, né da parte del suo partner: sono infatti drammaticamente frequenti i casi di abusi e violenze sulle donne, che a volte sfociano nell’omicidio. E anche quando non si arriva a questi punti, la donna è la prima vittima della violenza. Sia fisica, sia psicologica. La violenza fisica nasce, quasi sempre, come violenza psicologica. Prima di arrivare alle mani si inizia con le urla, gli insulti, le intimidazioni, le offese. Se la donna vittima di violenza non pone un chiaro argine a queste prevaricazioni, rischia di percorrere una china che la porterà all’ospedale. Se non al cimitero. Proprio per questo nei miei corsi miro a sviluppare grinta e autostima. Difficilmente un uomo che si trova di fronte una donna decisa, che non si fa sottomettere, troverà pane per i suoi denti”.

«Adesso ho molta meno paura e sono consapevole delle mie grandi potenzialità: noi donne non siamo così indifese». Lo afferma con orgoglio Serena   , che l’anno scorso ha frequentato il primo corso di autodifesa organizzato dall’associazione  Samurai Dojo . «Mi sono avvicinata con tanta curiosità – inizia a spiegare -: per studio  viaggio all’estero da sola e le cronache di quello che avviene in città mi hanno spinto a decidere di prendere qualche lezione. È stata una decisione ottima. E per questo ho deciso di andare avanti di livello».
«Noi donne – prosegue – siamo state abituate fin da piccole a non reagire alle aggressioni per cercare di limitare i danni. Ma forse non è la scelta migliore». A seconda degli scenari – premette – si possono «mettere in atto delle azioni specifiche per reagire. E questo l’ho imparato proprio nel corso .
«Noi donne dobbiamo avere la consapevolezza che l’aggressore non è invincibile – aggiunge – e che anche una semplice biro può essere usata come arma». La prima lezione è stata «una specie di choc: veniva simulata un’aggressione. Ma quella è stata poi la base per approfondimenti di tipo psicologico e tecnico. Abbiamo progressivamente imparato quale deve essere l’approccio mentale e le azioni da mettere in atto. Lo consiglio davvero a tutte le Nissene ». Serena rimarca quindi «il salto di qualità che si riesce a compiere. Uscire per strada anche di sera non mi crea più ansia e poi il corso mi ha aiutato ad avere la consapevolezza che non siamo sempre nel mirino. Dietro ad ogni angolo o cespuglio non si nascondono malintenzionati pronti ad aggredire. Oltre a imparare a difendermi, ho compreso che è giusto stare attenti a quello che ci succede attorno ma è ingiustificato e controproducente avere sempre paura».

 

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