Caltanissetta: andare oltre le secche del cattivo presente, con luminosa, paziente determinazione

Caltanissetta: andare oltre le secche del cattivo presente, con luminosa, paziente determinazione

Il presidente della Pro Loco Caltanissetta Giuseppe D’Antona, in un recente comunicato stampa, afferma: «Occorre un rilancio di Palazzo Moncada. Palazzo che è stato definito “la metafora di una città incompiuta».
Non posso che concordare con il presidente della Pro Loco Caltanissetta, che aggiunge: «E’ indispensabile tenere puliti e dignitosi gli accessi del Palazzo (cosa di cui l’amministrazione uscente non si è mai fatta carico in modo risolutivo); avviarne il restauro complessivo; ripensarne le funzioni generali; inserirlo all’interno di una rete di città moncadiane; avviare studi di ricerca che ne riguardino i decori, anche con la collaborazione della Soprintendenza ai BB.CC. la cui recente guida assegnata alla dottoressa Daniela Vullo ci fa ben sperare. È indispensabile garantirne gestione ordinaria e direzione scientifica. Ma ci piace pensare che l’attuale amministrazione voglia vedere in una programmazione culturale sprovincializzante il vero destino di questa meraviglia architettonica, per esempio a partire da una estemporanea di scultura che preveda l’arredo della corte esterna, così come era stata pensata in un progetto di cui non conosciamo gli esiti del 2016. Noi, come sempre, restiamo a servizio della buona politica e di tutta la cittadinanza e non ci facciamo influenzare da chi cerca di screditarci solo per scopi poco nobili che nascondono frustrazione ed interessi personali».
Il problema è che su Palazzo Moncada bisognerebbe fare un ragionamento serio, autentico, di prospettiva. Insomma: un ragionamento organico, compiuto. Uscendo, una volta per tutte, dalle secche di un provincialismo asfittico e impotente. Uscendo, una volta per tutte, da una visione proprietaria del “bene comune”, che determina soltanto invidie e divisioni. Lacerazioni. Che determina un’inesorabile, scriteriata perdita di risorse.
E comunque, se è vero che il Palazzo è “la metafora di una città incompiuta”, esso è oggi il simbolo, nel bene e nel male, del suo centro storico. E su questo tema cruciale della Caltanissetta contemporanea non possiamo non rivolgere una sollecitazione al nuovo sindaco Roberto Gambino e all’amministrazione comunale tutta: bisogna assolutamente elevare il livello di elaborazione culturale, il livello di elaborazione progettuale (in senso lato) di questa città. E trovare adeguate risorse economico-finanziarie. Per far questo, sindaco e amministrazione devono
avere la capacità e il coraggio di confrontarsi davvero con le forze sane della città: apertamente e lealmente. Dando valore e vigore a conoscenza e competenza. Insomma: bisogna far prevalere, far esprimere, in questa nostra città, chi ha più fiato e idee più lucide per seguire e capire il mondo. Per andare oltre le secche del cattivo presente, con luminosa, paziente determinazione.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

 

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